I tirocinii formativi come strumento di ingresso nel modo lavorativo

La Legge n. 92 del 28.06.2012 pubblicata nel supplemento ordinario n. 136 della Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03.07.2012 ed entrata in vigore il 18.07.2012, che più brevemente nel proseguo definiremo “Riforma Fornero” ha introdotto importanti novità in materia di stage e tirocini formativi.

Per capire l’ambito di applicazione delle novità introdotte è necessario definire correttamente cosa si intende con il termine “tirocini formativi”.

I tirocini formativi sono strumenti di politica del lavoro per rendere più semplice il traghettamento dalla scuola (fase formativa) al primo accesso al mercato del lavoro.

Rappresentano momenti di alternanza fra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi che hanno lo scopo anche di agevolare le scelte professionali dei futuri lavoratori mediante l’esperienza diretta sul campo.

I tirocini possono essere distinti fra:

  • curriculari” inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici sulla base di norme regolamentari o esperienze previste all’interno di un percorso di istruzione o formazione al fine di affinare il processo di apprendimento e di formazione con alternanza appunto tra istruzione e lavoro; i tirocini curriculari danno diritto a crediti formativi

  • non curriculari” realizzati per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

Non sono da considerarsi invece stage o tirocini formativi quei rapporti di lavoro ed eventuale formazione diffusi soprattutto in alcuni particolari settori (quali ad esempio la moda, la comunicazione le pubbliche relazioni) che avvengono al di fuori di qualsiasi rapporto con scuole, università o altri enti formativi.

Tali rapporti sono da considerarsi “stage atipici” nella gran parte dei casi tra l’altro illeciti perché posti in essere in violazione delle norme in materia di lavoro subordinato e quindi elusivi dei diritti dei lavoratori che se impugnati potrebbero costituire un contratto di lavoro con ogni conseguenza in termini di diritti economici, normativi e stabilità di rapporto (ovvero trasformazione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato).

Si ricorda che i tirocini, proprio per la loro peculiarità di carattere formativo, non costituiscono rapporti di lavoro; infatti lo stagista o il tirocinante non può per nessuna ragione essere considerato un lavoratore dipendente mancando di tutte le caratteristiche peculiari del lavoro subordinato, ovvero: soggezione al potere direttivo, organizzativo o disciplinare dell’azienda ospitante, vincolo di subordinazione.

Possono essere promossi da soggetti pubblici o privati, con o senza scopo di lucro, anche in forma associata, quali ad esempio:

  • centri per l’impiego, università, agenzie del lavoro, provveditorati agli studi, istituzioni scolastiche statali che rilascino titoli di studio con valore legale e i centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento, Consulenti del Lavoro attraverso la Fondazione Lavoro.

  • Comunità terapeutiche e cooperative sociali, servizi di inserimento lavorativo per disabili, istituzioni formative private non a scopo di lucro, sulla base di una specifica autorizzazione regionale;

  • Soggetti autorizzati all’intermediazione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ai sensi del Decreto Legislativo n. 276/2003.

I Soggetti promotori del tirocinio devono essere in possesso di specifici requisiti determinati dalle normative regionali.

I soggetti ospitanti, pubblici o privati, devono essere in regola con le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro e di salute nonché di collocamento obbligatorio.

Le aziende che negli ultimi 12 mesi abbiano attuato licenziamenti, ad esclusione dei licenziamenti attuati per giusta causa, o abbiano in essere procedure di riduzione dell’orario di lavoro a causa di procedure di cassa integrazione non possono attuare tirocini formativi per le stesse mansioni o nelle stesse unità produttive.

I soggetti…

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