I professionisti integrati in strutture operative complesse pagano l’IRAP

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 10 maggio 2013

il ricorso al lavoro di terzi per la fornitura di tutta una serie di servizi di supporto all’attività, in maniera continua e sistematica e non occasionale, evidenzia che il professionista è assoggettato ad Irap

Con la sentenza n. 8962 del 12 aprile 2013 (ud. 21 febbraio 2013) la Corte di Cassazione ha ritenuto soggetto Irap il professionista/commercialista che si appoggia, per tutta una serie di servizi, ad una società esterna di cui è socio. Da un lato il professionista aveva indicato, nella dichiarazione dei redditi, notevoli compensi corrisposti a terzi (per il 2001, L. 134.473.000, per il 2002, Euro 66.222,00, per il 2003, Euro 94.109,00 ed anche negli anni successivi) e tali dati dimostravano "la non occasionante delle prestazioni dei soggetti terzi" e, dall'altro, che detti "professionisti" rendevano conto del loro operato a professionista "socio di minoranza della società D.P." ed "anche membro del consiglio di amministrazione".

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

Come più volte chiarito da questa Corte (Cass. 36678/07, SSUU 12108/09, 10240/10, 21122/10), in tema di IRAP, l'esercizio per professione abituale, ancorchè non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diversa dall'impresa commerciale costituisce, secondo l'interpretazione costituzionalmente orientata fornita dalla