Contributo unificato, basta indicare lo scaglione?

Si prende spunto dalla recente Direttiva n. 2/DGT del 14/12/2012 emanata dal Mef  (Direzione Giustizia Tributaria) per approfondire il tema della dichiarazione del valore della lite, anche alla luce della sentenza della CTP di Massa Carrara (n. 302/2/2012 dell’8 ottobre 2012) da cui emerge che nel rito tributario non è necessario indicare il quantum del valore della lite ma è sufficiente indicare lo scaglione di valore in cui rientra la controversia.
Pertanto la sanzione non scatta per il contribuente che nel ricorso non ha specificato l’esatto importo da pagare ma ha indicato lo scaglione di valore della controversia.
 
Contributo unificato: natura giuridica
E’ stato istituito dall’art. 37 del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, con decorrenza 7 luglio 2011 e riguarda la tassazione per le spese dei ricorsi presentati in ambito civile, compresa la procedura concorsuale, e di volontaria giurisdizione, e amministrativo nonché, con le modifiche contenute nel citato dl n. 98/11, nel processo processo tributario. Il contributo si versa in base al valore (a scaglioni) della controversia e varia in base al valore della controversia. A partire dal 1° marzo 2012 la tassazione per le spese degli atti giudiziari è regolata mediante il versamento del «contributo unificato di iscrizione a ruolo» che ha sostituito tutte le altre imposte versate, in passato per i procedimenti penali, civili e amministrativi, nonché tributari.
Se la parte modifica la domanda o presenta domanda riconvenzionale, che determina l’aumento del valore della causa, deve dichiararlo e provvedere al versamento integrativo del contributo, mentre quest’ultimo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per quelli in Cassazione.
Se il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e il proprio numero di fax ai sensi degli artt. 125, c. 1, c.p.c., e 16 c. 1-bis, del D.Lgs. n. 546/1992 (ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale), il contributo è aumentato della metà.
E’ bene ricordare che le segreterie delle Commissioni tributarie sono gli uffici preposti alla riscossione del contributo unificato e, in caso di omesso o parziale versamento dello stesso, devono irrogare le relative sanzioni.
 
La giurisprudenza ha riconosciuto la natura tributaria del contributo in esame evidenziando che l’atto di opposizione per eventuali vizi della cartella esattoriale va proposto dinanzi al giudice tributario in quanto (cfr. Cass. civ., SU., 17 aprile 2012 n. 5994; Cass. civ. SS.UU. 9840/11).
Il contributo è dovuto, quindi, in rapporto al valore della controversia , a titolo di tributo, non comprensivo di sanzioni ed interessi. Infatti, come precisato dalla Direttiva n. 2/2012, gli interessi e gli altri oneri accessori indicati nella cartella di pagamento non concorrono a determinare il valore della lite ai fini del calcolo del contributo unificato, non dovendosi ricomprendere neanche i crediti di altra natura, quali quelli previdenziali e quelli inerenti violazioni del codice della strada.
Di seguito si espone la tabella aggiornata al 12 giugno 2012 del contributo unificato per i ricorsi principali e incidentali proposti dinanzi alle CTP e CTR:
 

VALORE DELLA CONTROVERSIA
 

IMPORTO DEL CONTRIBUTO
 

Controversie di valore fino a 2.582, 28

€ 30,00

Controversie di valore superiore ad Euro 2.582,28 e fino ad euro 5.000,00

€ 60,00
 

Controversie di valore superiore ad Euro 5.000,00 e fino ad euro 25.000,00

€ 120,00
 

Controversie di valore superiore a euro 25.000,00 e fino a euro 75.000,00

€ 250,00
 

Controversie di valore superiore a 75.000,00 e fino a euro 200….

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