Prestazione come diritto d’autore o collaborazione ai testi?

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 23 marzo 2013

nel mondo della televisione e dei mass media è sempre più frequente l’acquisizione di notizie già elaborate da palinsesti editoriali; è utile esaminare i risvolti, giuridici e fiscali, derivanti dalla formazione di contratti aventi ad oggetto la scrittura di testi per redazioni giornalistiche o trasmissioni televisive

In considerazione della prassi negoziale diffusa nell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento, concernente l’acquisizione dell’elaborazione delle news e dei palinsesti editoriali, è utile esaminare i risvolti, prima giuridici e poi fiscali, derivanti dalla formazione di contratti aventi ad oggetto la scrittura di testi per redazioni giornalistiche o trasmissioni televisive.

Identificazione del diritto d’autore

Innanzitutto, oggetto del diritto d’autore sono le opere dell’ingegno di carattere creativo (non l’idea in sé, ma l’estrinsecazione di una idea nuova, originale e creativa, ovvero la sua rappresentazione “materiale” quale espressione del lavoro intellettuale dell’uomo)1. La richiesta originalità dell’opera attiene alla forma dell’esposizione e non al contenuto esposto sicché anche contenuti già di dominio pubblico possono costituire oggetto di opera tutelabile quando siano espresse in una forma che rechi l’impronta originale di una elaborazione personale dell’autore (ad esempio un catalogo può essere oggetto di protezione ai sensi della legge sul diritto d’autore se l’esposizione presenta elementi apprezzabili di creatività).

In linea generale, ai sensi degli artt.7, 38 e 42 della legge 633/1941, per le opere collettive, a cui appartengono riviste e giornali, il diritto morale di autore spetta al direttore, creatore dell'opera complessiva2.

Il diritto patrimoniale di utilizzazione economica appartiene all'editore mentre è di pertinenza del collaboratore il diritto di utilizzare la propria opera su altre riviste o giornali3.

Dal punto di vista giuridico, e di conseguenza sotto l’aspetto tributario, il fatto che il diritto d’autore maturi a titolo originario in capo all’editore non preclude che la remunerazione conseguita dal collaboratore non sia configurabile come compenso per la cessione di opera dell’ingegno.

Infatti, ove la collaborazione editoriale sia resa in contesto nego