Il contributo unficato per i ricorsi cumulativi e collettivi

PREMESSA

Il procedimento tributario, così come delineato dal D.Lgs. n. 546 del 1992, non contiene alcuna norma in ordine al cumulo dei ricorsi prevedendo, solo all’art. 14, l’ipotesi del litisconsorzio necessario (se l’oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, nonché l’intervento, volontario o per chiamata, dei soggetti che insieme al ricorrente sono destinatari dell’atto impugnato o parti del rapporto tributario controverso) ed all’art.29 la riunione ad opera del Presidente della Sezione dei ricorsi che hanno lo stesse oggetto o sono fra loro connessi

 

RICORSO COLLETTIVO E RICORSO CUMULATIVO

Nel processo tributario non è, di regola, ammissibile il ricorso collettivo (proposto da più parti) e cumulativo (proposto nei confronti di più atti impugnabili), essendo necessaria, per la configurazione del litisconsorzio facoltativo, la comunanza delle questioni sia in diritto, sia in fatto.Nel processo tributario dunque la contestazione del contribuente postula che tra le cause intercorrano questioni comuni non solo in diritto, ma anche in fatto. Nel processo tributario un ricorso collettivo e cumulativo è ammissibile solo quando “i provvedimenti impugnati si risolvono in un unico fatto storico nei confronti di più contribuenti”. (CTP di Firenze, sSentenza 27 gennaio 2012, n.19).

Secondo la Corte di Cassazione, Sent. n. 10578 del 30 aprile 2010, nel processo tributario l’indispensabilità dello specifico e concreto nesso tra atto e/o oggetto di ricorso e la contestazione del contribuente postula necessariamente che:

  1. Intercorrano, tra le cause, questioni comuni non solo in diritto ma anche in fatto;

  2. esse non siano soltanto uguali in astratto ma consistano altresì in un identico fatto storico da cui siano determinate le impugnazioni dei contribuenti.

Infatti, solo quando i provvedimenti impugnati, pur formalmente autonomi, si risolvano nel loro concreto articolarsi in un unico fatto storico nei confronti di più contribuenti e questi, versando in un’analoga situazione, muovano (anche solo in parte) identiche contestazioni, può ritenersi che la definizione delle questioni comuni abbia carattere pregiudiziale rispetto alla decisione di tutte le cause, così da consentire l’ammissibilità, nel processo tributario, di un ricorso al tempo stesso collettivo (proposto da più contribuenti) e cumulativo (nei confronti di più atti impugnabili). Risulta ammissibile un ricorso collettivo e cumulativo solo quando i provvedimenti impugnati, pur formalmente autonomi, si risolvono in un unico fatto storico da cui siano scaturite le impugnazioni dei contribuenti. In buona sostanza , nel processo tributario le ipotesi di litisconsorzio ricorrono qualora si sia di fronte ad un unico atto impositivo, coinvolgente, nella unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione, una pluralità di soggetti. Nel processo tributario le ipotesi di litisconsorzio necessario e facoltativo ricorrono quando si sia di fronte ad un unico atto impositivo, coinvolgente, nella unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione, una pluralità di soggetti. L’indispensabilità di un nesso concreto tra l’atto di imposizione e la contestazione del singolo contribuente richiede necessariamente che ricorrano questioni di fatto comuni, che non siano soltanto uguali astrattamente ma consistano anche in un identico fatto storico (Cassazione n. 14378 de 15 giugno 2010). Il litisconsorzio facoltativo, disciplinato dall’art. 14, c. 3, D.Lgs. n. 546/1992, ricorre quando si è in presenza di un atto impositivo unitario con pluralità di destinatari, e non quando l’impugnazione proposta da uno dei coobbligati non è fondata su elementi impositivi comuni a tutti i destinatari (i.e. in tema di rimborso irap è di ostacolo la concreta diversità delle situazioni di fatto e di diritto in cui versano i ricorrenti, i quali : a) svolgono professioni ed attività diverse, con un’organizzazione lavorativa volta per volta diversa, che comporta indagini di…

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