Bilancio nelle società di minore dimensione (PMI)

Siamo ormai in tempi di ultimazione della redazione e, quindi, di approvazione dei bilanci chiusi al 31.12.2012. Nelle società di capitali, l’Assemblea dei soci deve essere convocata almeno una volta l’anno, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, al fine dell’approvazione del bilancio: Tale termine può essere elevato a 180 giorni, qualora lo statuto sociale lo preveda, e, alternativamente, la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato o vi siano valide ragioni per fruire della dilazione, che dovranno essere allora esplicitate, nella propria Relazione sulla gestione, dagli amministratori.

Pertanto, nel caso di chiusura dell’esercizio al 31.12.2012, il termine (ordinario) ultimo per l’approvazione del bilancio è fissato al 30.04.2013; se la società ha organi di controllo, mentre il 31.03.2013 è la data entro cui l’organo amministrativo dovrà consegnare loro il progetto di bilancio, mentre, in ogni caso, entro il 15.04.2013 dovrà avvenire il deposito del bilancio e allegati, comprese le relazioni di sindaci e revisore legale, presso la sede della società.

Infine, una volta avvenuta l’approvazione del bilancio, entro 30 giorni dalla sua approvazione dovrà essere depositato nel Registro delle Imprese.

 

 

Redazione del bilancio nelle società di minore dimensione

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), Commissione “Norme e principi contabili”, ha predisposto un documento (novembre 2012) sulla redazione del bilancio nelle piccole e medie imprese (PMI).

La IV direttiva ha previsto per le società di minori dimensioni un’informativa di bilancio semplificata, considerata la minore rilevanza che le informazioni sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di tali società assumono per i soci, i creditori e i terzi rispetto a quelle di società di medie e grandi dimensioni.

In particolare, la normativa comunitaria ha ravvisato nella concessione di semplificazioni un necessario contributo, mediante uno snellimento delle procedure contabili, alla diffusione della piccola-media impresa.

A tal fine, l’Unione Europea definisce come “piccole” le società che, pur non avendo emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, non superano nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:

1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;

3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità .

Si tratta dei paletti previsti per la redazione del bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis c.c.).

E’ opportuno usufruire di tale semplificazione (possibilità di redigere il bilancio “abbreviato”) a partire dal bilancio relativo all’esercizio successivo a quello nel

quale non vengono superati per la seconda volta i limiti.

Invece, ai fini dell’obbligo di redigere in forma ordinaria il bilancio, il CNDCEC suggerisce di provvedere già dal bilancio relativo all’esercizio nel quale, per la seconda volta consecutiva, vengono superati i detti limiti.

Ad es., si supponga che una società che ha sempre redatto il bilancio in forma ordinaria non superi due dei tre limiti dell’art 2435-bis, co. 1 per gli esercizi 2010 e 2011.

In questa circostanza, il documento del CNDCEC suggerisce di redigere in forma abbreviata il bilancio a partire dall’esercizio 2012.

Al contempo, si consideri la situazione in cui una società che redigeva il bilancio in forma abbreviata, superi due dei tre limiti dell’art 2435-bis, co. 1 per gli esercizi 2010 e 2011. In tale fattispecie, viene ritenuto preferibile, sempre in ottica prudenziale, redigere già il bilancio 2011 in forma ordinaria.

Riguardo l’applicazione degli IAS/IFRS da parte delle Pmi, l’art. 2 del D.Lgs. n. 38/2005 ha previsto che le società che rientrano nei parametri di cui all’art. 2435-bis non possono applicare gli IAS/IFRS.

Potrebbe apparire dubbio se una società che rispetta i requisiti richiesti…

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