Bilancio nelle società di minore dimensione (PMI)

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 21 marzo 2013

è arrivata la stagione della redazione dei bilanci d'esercizio ai fini della successiva approvazione, l'articolo riassume i principi di semplificazione specificamente previsti dal Legislatore (europeo ed italiano) per le piccole e medie imprese

Siamo ormai in tempi di ultimazione della redazione e, quindi, di approvazione dei bilanci chiusi al 31.12.2012. Nelle società di capitali, l’Assemblea dei soci deve essere convocata almeno una volta l’anno, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, al fine dell’approvazione del bilancio: Tale termine può essere elevato a 180 giorni, qualora lo statuto sociale lo preveda, e, alternativamente, la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato o vi siano valide ragioni per fruire della dilazione, che dovranno essere allora esplicitate, nella propria Relazione sulla gestione, dagli amministratori.

Pertanto, nel caso di chiusura dell’esercizio al 31.12.2012, il termine (ordinario) ultimo per l’approvazione del bilancio è fissato al 30.04.2013; se la società ha organi di controllo, mentre il 31.03.2013 è la data entro cui l’organo amministrativo dovrà consegnare loro il progetto di bilancio, mentre, in ogni caso, entro il 15.04.2013 dovrà avvenire il deposito del bilancio e allegati, comprese le relazioni di sindaci e revisore legale, presso la sede della società.

Infine, una volta avvenuta l’approvazione del bilancio, entro 30 giorni dalla sua approvazione dovrà essere depositato nel Registro delle Imprese.

 

 

Redazione del bilancio nelle società di minore dimensione

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), Commissione “Norme e principi contabili”, ha predisposto un documento (novembre 2012) sulla redazione del bilancio nelle piccole e medie imprese (PMI).

La IV direttiva ha previsto per le società di minori dimensioni un’informativa di bilancio semplificata, considerata la minore rilevanza che le informazioni sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di tali società assumono per i soci, i creditori e i terzi rispetto a quelle di società di medie e grandi dimensioni.

In particolare, la normativa comunitaria ha ravvisato nella concessione di semplificazioni un necessario contributo, mediante uno snellimento delle procedure contabili, alla diffusione della piccola-media impresa.

A tal fine, l’Unione Europea definisce come “piccole” le società che, pur non avendo emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, non superano nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:

1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;

3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità .

Si tratta dei paletti previsti per la redazione del bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis c.c.).

E’ opportuno usufruire di tale semplificazione (possibilità di redigere il bilancio “abbreviato”) a partire dal bilancio relativo all’esercizio successivo a quello nel

quale non vengono superati per la seconda volta i limiti.

Invece, ai fini dell’obbligo di redigere in forma ordinaria il bilancio, il CNDCEC suggerisce di provvedere già dal bilancio relativo all’esercizio nel quale, per la seconda volta consecutiva, vengono superati i detti limiti.

Ad es., si supponga che una società che ha sempre redatto il bilancio in forma ordinaria non superi due dei tre limiti dell’art 2435-bis, co. 1 per gli esercizi 2010 e 2011.

In questa circostanza, il documento del CNDCEC suggerisce di redigere in forma abbreviata il bilancio a partire dall’esercizio 2012.

Al contempo, si consideri la situazione in cui una società che redigeva il bilancio in forma abbreviata, superi due dei tre limiti dell’art 2435-bis, co. 1 per gli esercizi 2010 e 2011. In tale fattispecie, viene ritenuto preferibile, sempre in ottica prudenziale, redigere già il bilancio 2011 in forma ordinaria.

Riguardo l’applicazione degli IAS/IFRS da parte delle Pmi, l’art. 2 del D.Lgs. n. 38/2005 ha previsto che le società che rientrano nei parametri di cui all’art. 2435-bis non possono applicare gli IAS/IFRS.

Potrebbe apparire dubbio se una società che rispetta i requisiti richiesti dall’art. 2435-bis c.c. per la redazione del bilancio in forma abbreviata che partecipa altre società che redigono il bilancio in base agli IAS/IFRS, debba o possa redigere un bilancio consolidato in base agli IAS/IFRS pur trattandosi di un’impresa piccola.

In questo caso, a parere del CNDCEC, una società piccola che partecipa altre società che redigono il bilancio in base agli IAS/IFRS non può applicare i Principi contabili internazionali ma deve redigere il bilancio d’esercizio nell’ambito della possibilità di scelta consentita dall’art. 2435-bis c.c..

Per il medesimo principio, poi, una società piccola che può redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis c.c. e che appartiene a un gruppo la cui capogruppo redige il bilancio consolidato in base agli IAS/IFRS, non può adottare i principi contabili internazionali per la redazione del bilancio d’esercizio e consolidato.

 

 

Le semplificazioni

La disciplina del bilancio in forma abbreviata è contenuta nel suddetto art. 2435-bis c.c. in cui sono delineate le condizioni per l’esercizio della facoltà di abbreviare i bilanci e il loro contenuto.

Preliminarmente viene evidenziato che l’utilizzo delle semplificazioni è facoltativo e non obbligatorio.

Pertanto, secondo il CNDCEC, i redattori del bilancio delle piccole società possono decidere se beneficiare o meno, in modo integrale o parziale, delle semplificazioni previste.

Per es., una società potrebbe decidere di applicare le semplificazioni concernenti la redazione della nota integrativa, ma non anche quelle relative ai prospetti di stato patrimoniale e conto economico.

Tali bilanci che evidentemente fruiscono solo di alcune delle disposizioni di cui all’art 2435-bis c.c. sono solitamente denominati bilanci “misti”.

Pertanto, le società possono, a propria discrezione, optare per la versione integrale del bilancio.

Stato patrimoniale

Nel bilancio in forma abbreviata lo schema di stato patrimoniale presenta alcune facoltà ed alcuni obblighi:

Le facoltà prevedono che:

- possano essere esposte solo le voci contrassegnate con lettere maiuscole e con numeri romani;

- nell’attivo patrimoniale, i crediti (C.II) possano comprendere sia i «Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti» (A), sia i «Ratei e risconti attivi» (D);

- nel passivo patrimoniale,