La riforma Fornero e le prestazioni collaborative in ambito professionale

di angelo facchini

Pubblicato il 31 gennaio 2013

la riforma del lavoro ha profondamene rivisto la disciplina delle collaborazioni a progetto; una recente circolare del Ministero chiarisce gli aspetti critici di tali collaborazioni svolte nell’esercizio di attività professionali qualificate

Nella recente circolare n. 32/2012, il MEF ha fornito chiarimenti necessari per la corretta applicazione, da parte del personale ispettivo, della disciplina contenuta nell’art. 69-bis del Dlgs n. 276/2003, introdotto dalla legge n. 92/2012. Secondo la disposizione le “prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto” vanno inquadrate nell’ambito di una collaborazione coordinata e continuativa a progetto, o anche in lavoro subordinato, se presenti alcuni requisiti specifici.

Le specificità di cui si parla sono:

 

  • prestazione in regime di monocommittenza;
  • rapporto con il medesimo committente di durata complessiva superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi;
  • il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di intere