Corsi sportivi ed esenzione da IVA: novità 2013

Premessa

Il presente articolo ricostruisce la possibile interpretazione della novità contenuta nella Legge di stabilità 2013 con particolare riguardo alla perdita dell’esenzione Iva dei corsi di addestramento sportivi, alla luce anche di alcuni pareri dottrinali.

 

 

Esenzione da Iva per i corsi di addestramento sportivo

Ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 20 del D.P.R. n. 633/1972, sono esenti da Iva le prestazioni didattiche di ogni genere qualora rese da istituti o scuole riconosciute ovvero da organismi che abbiano ottenuto formale riconoscimento direttamente dai competenti organi della pubblica amministrazione.

In particolare, tale esenzione riguarda “le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale”.

Secondo l’Agenzia delle entrate (R.M. n. 205 del 2002), ai fini del riconoscimento dell’esenzione Iva delle suddette prestazioni, è necessario il duplice concorso delle seguenti condizioni:

– Che le prestazioni siano rese da istituti o scuole;
– che detti istituti o scuole siano riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione.

Il riconoscimento può essere rilasciato da organi diversi dalla Pubblica Amministrazione a condizione che gli stessi siano sottoposti a loro volta a vigilanza e controllo da parte del Ministero competente.

Il CONI, nel caso dei corsi di addestramento sportivo, riveste le predette condizioni per certificare detto riconoscimento.

Il riconoscimento dell’esenzione deve riguardare anche la natura del corso che si intende realizzare.

Infatti, i corsi di formazione svolti nei confronti di soggetti diversi dagli enti pubblici possono fruire del trattamento di esenzione dell’Iva (art. 10, comma 1, n. 20) a condizione che il riconoscimento prescritto dalla richiamata norma sia relativo ai corsi stessi.

Non basta, quindi, che il prestatore sia riconosciuto da una Pubblica Amministrazione o da altri organismi ad essa facenti capo, ma occorre anche l’apposito riconoscimento del corso sportivo.

Nel caso di specie (citata risoluzione) l’Agenzia delle entrate ha precisato che poiché i corsi effettuati dalla società cooperativa, ancorché affiliata alle federazioni sportive nazionali, non sono stati riconosciuti dalle federazioni sportive di appartenenza, ovvero dal CONI, i relativi proventi non possono fruire dell’esenzione da Iva per mancanza del disposto previsto dall’art. 10, comma 1, n. 20 del D.P.R. n. 633/72.

La stessa Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 382/E del 2008 ha precisato l’esenzione Iva ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 20), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 non sia applicabile ai corsi didattici sportivi riconosciuti dall’ente di promozione sportiva, effettuati dalle associazioni e società sportive dilettantistiche ad esso affiliate.

 

 

 

 

 

Aliquote IVA su prestazioni socio-sanitarie, di diagnosi e ricovero

La Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (cd. Legge di stabilità per il 2013), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012, dispone che (art. 1, commi da 488 a 490):

488. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) alla tabella A, parte II, il numero 41-„bis) è abrogato;

b) alla tabella A, parte III, dopo il numero 127-duodevicies) è aggiunto il seguente:

«127-undevicies) le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell’articolo 10, primo comma, rese in favore dei soggetti indicati nello stesso…

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