In presenza di collaboratori esterni l’IRAP è dovuta

di Francesco Buetto

Pubblicato il 12 novembre 2012

la giurisprudenza sulla debenza o no dell'IRAP è sempre fluttuante: oggi analizziamo il caso del libero professionista che si avvale di collaboratori esterni

Con sentenza n. 15745 del 19 settembre 2012 (ud. 5 aprile 2012) la Corte di Cassazione ha assoggetto ad Irap il professionista che si avvale di collaboratori esterni.

 

IL PROCESSO

Il contribuente ricorre per cassazione avverso la sentenza della CTR della Lombardia che ha rigettato l'appello da lui proposto contro la sentenza di primo grado che aveva respinto il suo ricorso avverso il diniego opposto dall'Amministrazione finanziaria, mediante silenzio-rifiuto, alla richiesta, da lui avanzata, di rimborso dell'Irap corrisposta per l'anno 2006.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

La CTR ha rigettato l'appello del contribuente, osservando che il contribuente si avvale, per lo svolgimento della sua attività, di collaborazione altrui, come risulta dai compensi a terzi denunciati nella dichiarazione dei redditi, oltre che di un capitale anche se minimo.

Il ricorrente deduce l'inesistenza di un'organizzazione autonoma, in quanto la società che aveva percepito, per una prestazione occasionale, la somma indicata nella dichiarazione dei redditi quale compenso a terzi, era una società estranea al suo studio professionale e non soggetta al suo potere direttivo.

Afferma, altresì, di non possedere un'organizzazione autonoma, non disponendo nè di dipendenti, nè di collaboratori.

Il capitale investito per lo svolgimento della sua attività professionale è quasi del tutto inesistente ed è comunque trascurabile.

La menta ancora che i giudici di secondo grado non hanno accertato se l'organizzazione da loro ritenuta esistente sia in grado da sola di produrre reddito o valore aggiunto e deduce di aver assolto all'onere della prova della inesistenza di un'organizzazione autonoma e si duole che i giudici di appello non abbiano adeguatamente argomentato in ordine agli elementi di prova forniti.

 

La sentenza

Le lamentele evidenziate sono state ritenute prive di fondamento da parte della Cassazione.

In tema di Irap, presupposto per l'applicazione dell'imposta secondo la previsione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, è l'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata, diretta alla produzione od allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, che ricorre qualora il contribuente sia il responsabile dell'organizzazio