La compensazione dei crediti verso la P.A. coi debiti tributari

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 11 settembre 2012

ecco la procedura (l'articolo contiene anche un fac-simile di istanza per la certificazione dei crediti) che il contribuente creditore della pubblica amministrazione deve utilizzare per compensare tali crediti coi debiti erariali

Come è noto, l’art. 31, c. 1-bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge n. 122 del 20 luglio 2010, ha inserito nel D.P.R. n.602/73, l’art. 28-quater, con il quale ha regolamentato le compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012, ha fissato le modalità con le quali, a partire dal 1 gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Per il raggiungimento dello scopo, il creditore deve acquisire la certificazione prevista dall’art. 9, c. 3-bis, del D.L. n.185 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per utilizzarla per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo, condizionata alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione.

Se la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versa all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione entro 60 giorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del creditore, alla riscossione coattiva nei confronti degli stessi enti.

Le modalità di attuazione della norma sono state demandate ad un apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, decreto del MEF diramato il 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012. Deve comunque trattarsi di debiti iscritti a ruolo entro il 30 aprile 2012.

Se possono essere oggetto di compensazione i crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture appalti, sono compensabili le cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento esecutivi, i tributi erariali, regionali e locali, i contributi assistenziali e previdenziali, i premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, e le entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione prevista.

 

Il procedimento

Il titolare del credito, una volta acquisita la certificazione, la presenta all'agente della riscossione competente, per il pagamento totale o parziale delle somme sopra indicate.

Qualora il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, è onere del contribuente indicare, contestualmente, le posizioni debitorie che intende estinguere. In assenza di indicazione, l'imputazione dei pagamenti è effettuata dall'agente della riscossione ai sensi dell'art. 31 del D.P.R. n. 602/73, secondo le seguenti regole:

  • il concessionario non ha il potere di rifiutare pagamenti parziali di rate scadute e pagamenti in acconto per rate di imposte non ancora scadute;

  • in presenza di rate scadute il pagamento non può essere imputato alle rate non scadute, se non per l'eventuale eccedenza, comprese le indennità di mora, i diritti e le spese maturati a favore del concessionario;

  • in presenza di rate scadute l'imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d'imposta, soprattassa, pena pecuniaria e poi al debito per indennità di mora (l’imputazione non può es