Amministratore di sostegno: la qualificazione fiscale dell’indennità

di Cinzia Bondì

Pubblicato il 3 marzo 2012

se l'amministratore di sostegno è un libero professionista, allora la giusta indennità per lo svolgimento del compito di amministrazione - liquidata dal giudice - rappresenta una componente del reddito di lavoro autonomo

Quando l’incarico di amministratore di sostegno viene affidato ad un professionista (ad esempio un avvocato), l’indennità liquidata ai sensi dell’art. 379 c.c., è qualificabile reddito di lavoro autonomo, costituendo un compenso per lo svolgimento di un’attività professionale, ed è pertanto sottoposta ad Irpef, ai sensi dell’art. 53 TUIR e ad Iva ai sensi degli articoli 3 e 5 D.P.R. 633/1972.

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate, n. 2/E del 9 gennaio 2012 spiega perché.

 

L’amministrazione di sostegno. Quadro normativo.

L’amministrazione di sostegno è disciplinata dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6. Tale legge si prefigge “di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”. Il legislatore è pertanto intervenuto introducendo nel libro primo, titolo XII, del codice civile (la cui rubrica è stata sostituita dalla seguente: "Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia") il capo I, “dell’Amministrazione di sostegno” e modificando gli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizioni e di inabilitazione.

Secondo l’art. 404 c.c., la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica (anziani malati non autosufficienti, soggetti con handicap, malati psichiatrici, etilisti, tossicodipendenti, malati terminali...), si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, che ha cura della persona e del suo patrimonio, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.

La richiesta di un amministra