L’estinzione dei debiti pregressi e l’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine

di Giuseppe Demauro

Pubblicato il 20 febbraio 2012

in una fase di difficile congiuntura economica, numerose aziende stanno ricontrattando o ristrutturando le proprie situazioni debitorie col sistema bancario: analizziamo il problema dell'imposizione fiscale e dei relativi costi su tali operazioni

La fase di difficile congiuntura economica ha già da qualche tempo indotto numerose imprese ad una rinegoziazione dei propri impegni verso il sistema bancario con lo scopo di alleggerire il carico finanziario in termini di restituzione dei capitali mutuati a tutto beneficio del cash flow così destinato ad altri impegni di natura commerciale.

La scelta di rinegoziare o rimodulare le linee di credito accordate o erogate, deve tener conto anche della fiscalità che il legislatore ha previsto per talune “opzioni” la cui attenta valutazione e scelta potrebbe consentire di ottenere significative riduzioni di imposta.

 

I finanziamenti a medio e lungo termine erogati dalle banche, sono soggetti all’applicazione di un’unica imposta, sostitutiva di tutte quelle (imposte di registro, di bollo, ipotecaria e catastale e tasse sulle concessioni governative) ordinariamente applicabili all’atto di finanziamento e alle operazioni connesse.

Infatti come espressamente previsto dall’art. 15 del DPR 601/1973 (Disciplina delle agevolazioni tributarie - Operazioni di credito a medio e lungo termine), “le operazioni relative ai finanziamenti a medio e lungo termine e tutti i provvedimenti, atti, contratti e formalità inerenti alle operazioni medesime, alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le cessioni di credito stipulate in relazione a tali finanziamenti, effettuate da aziende e istituti di credito e da loro sezioni o gestioni che esercitano, in conformità a disposizioni legislative, statutarie o amministrative, il credito a medio e lungo termine, sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative.

In deroga al precedente comma, gli atti giudiziari relativi alle operazioni ivi indicate sono soggetti alle suddette imposte secondo il regime ordinario e le cambiali emesse in relazione alle operazioni stesse sono soggette all'imposta di bollo di lire 100 per ogni milione o frazione di milione (di lire).

Agli effetti di quest'articolo si considerano a medio e lungo termine le operazioni di finanziamento la cui durata contrattuale sia stabilita in più di diciotto mesi”.

 

Il successivo art. 16 del DPR 601/1973 (Altre operazioni di credito) stabilisce che