Lavoratori impegnati nelle operazioni elettorali: retribuzione e gestione

Con l’avvicinarsi del periodo delle elezioni molti lavoratori dipendenti sono chiamati a svolgere funzioni presso i seggi elettorali, con conseguenti obblighi di comunicazione nei confronti del datore di lavoro. Ma i lavoratori hanno anche dei diritti inerenti alle funzioni elettorali: infatti, oltre a ottenere la normale retribuzione per la giornata lavorativa persa, hanno anche diritto a specifici riposi compensativi. Vediamo meglio come si gestiscono i permessi elettorali.

Lavoratori impegnati nelle operazioni elettorali: premessa

lavoratori operazioni elettoraliDurante i periodi elettorali molti sono i lavoratori dipendenti chiamati allo svolgimento di operazioni elettorali.

A questo punto il datore di lavoro si troverà a gestire l’assenza del lavoratore per ragioni che non rientrano in ferie o malattia, ma in una situazione diversa, che tra le altre cose, è anche una casistica di assenza retribuita.

È bene quindi comprendere come gestire la questione dei lavoratori impiegati nell’espletamento delle operazioni elettorali e di scrutinio.

(Per approfondire… “Il trattamento dei permessi elettorali: la gestione pratica per i lavoratori dipendenti” di Celeste Vivenzi)

 

Permessi elettorali: le disposizioni di legge

La gestione del “permesso elettorale” si fonda sul D.P.R. n. 361/1957, il quale con l’art. 119 prevede che:

in occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti dei candidati nei collegi uninominali e di lista o di gruppo di candidati nonché, in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni”, e che “i giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al comma 1 sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa”.

Tale disposizione, variata da ultimo nel 1992, prevede che i lavoratori dipendenti hanno il pieno diritto ad assentarsi dal lavoro per rivestire alcune cariche e ruoli quali: presidente, vicepresidente, segretario, scrutatore, ma anche rappresentante di lista o di gruppo di partiti o comitato promotore (nel caso del referendum).

L’assenza dal lavoro riguarda non solamente il tempo durante il quale il seggio è aperto al pubblico per il voto, ma tutto il periodo necessario affinché si concludano le operazioni di scrutinio.

Inoltre è bene ricordare che ai sensi dell’art. 1, della L. n. 69/1992, tali lavoratori hanno anche diritto “al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta alla ordinaria retribuzione mensile, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali”.

 

Comunicazioni al datore di lavoro

Affinché il lavoratore possa assentarsi senza incorrere in sanzioni disciplinari è però necessario che prima dell’assenza egli lo comunichi tempestivamente al datore di lavoro.

Infatti, è necessario che nei giorni precedenti alla data delle elezioni (tempestivamente, quindi dal momento in cui si è ad effettiva conoscenza della convocazione), il lavoratore convocato fornisca al datore di lavoro una copia della convocazione inviata dall’ufficio elettorale (o dalla Corte d’Appello per i presidenti) con richiesta di permesso elettorale.

Al termine delle operazioni, il datore di lavoro dovrà ricevere una copia della documentazione che attesta la funzione svolta presso il seggio e l’effettiva presenza del soggetto, firmata dal presidente del seggio.

E nel caso del presidente di seggio? In tal caso bisognerà presentare il documento di nomina della Corte d’Appello e una documentazione attestante data e ora di inizio e di conclusione delle operazioni, firmata dal vicepresidente.

 

Riposi compensativi

Come detto, per lo svolgimento delle operazioni elettorali il dipendente (sia esso pubblico o privato) ha diritto alla piena retribuzione come se avesse normalmente lavorato.

Ma non solo: il lavoratore ha diritto anche a dei riposi compensativi, per le giornate in cui è stato impegnato nei seggi.

In particolare, sia la domenica sia le altre giornate non lavorative, non rilevano ai fini della spettanza di ferie retribuite (così Cass. Civ. n. 8400/2002).

Più nel dettaglio, i giorni lavorativi passati ai seggi…

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