TOSAP: paga chi ha la concessione per l'occupazione del suolo pubblico

La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha sancito che la TOSAP deve essere pagata dal soggetto che ha la concessione per l’occupazione del suolo pubblico e, solamente nel caso in cui questa non ci dovesse essere, dall’occupante di fatto.

Occupazione di suolo pubblico: chi paga la TOSAP

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La Corte di Cassazione, con la sentenza del 7 maggio 2020, n. 8628, ha sancito che la TOSAP deve essere pagata dal soggetto che ha la concessione per l’occupazione del suolo pubblico e, solamente nel caso in cui questa non ci dovesse essere, dall’occupante di fatto.

Nel caso in cui venga concessa in affitto un’azienda per la gestione di un servizio, i cui beni occupano il suolo pubblico, la tassa deve essere in ogni caso pagata dal soggetto che ha la concessione all’occupazione e non dall’affittuario, non essendo possibile trasferire a quest’ultimo la relativa autorizzazione.

(Per approfondire…“TOSAP: l’importanza della durata dell’occupazione del suolo pubblico” di Maurizio Villani).

 

TOSAP: il caso giudiziario

Con la sentenza del 7 maggio 2020, n. 8628, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di parte contribuente che aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale competente, in quanto soccombente in merito ad una causa relativa alla TOSAP.

In particolare, la società era titolare delle concessioni/affidamenti diretti per lo svolgimento dei servizi pubblici afferenti il ciclo idrico e del gas e, per svolgere la relativa attività, aveva preso in affitto il relativo ramo, che comprendeva anche le condutture di proprietà di altro soggetto giuridico (l’affittante).

La società affittuaria, però,  non risultava essere titolare della relativa concessione per l’occupazione di suolo pubblico, in quanto questa non si era trasferita con il ramo d’azienda ma era rimasta in capo al soggetto dante causa.

Malgrado questo, alla società ricorrente era stato richiesto il pagamento della TOSAP, in quanto, secondo l’interpretazione dell’ufficio accertatore, la legittimazione passiva tributaria doveva individuarsi in capo a quest’ultima perché “di fatto” titolare anche della concessione per la gestione delle reti idriche integrate e del gas.

Tale tesi, però, non ha convinto i giudici di legittimità che hanno accolto le doglianze di parte contribuente, in quanto rispettose di quanto previsto dalla legge.

In particolare, si ricorda che l’art. 39 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, stabilisce che:

La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell’atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all’uso pubblico nell’ambito del rispettivo territorio”.

Pertanto, tale norma non sottopone al pagamento del tributo tutti coloro che usufruiscono, a qualsiasi titolo, del suolo pubblico occupato.

Al contrario, la disposizione identifica il soggetto passivo, in prima battuta, nel solo “titolare dell’atto di concessione o di autorizzazione”.

Unicamente qualora manchi una autorizzazione amministrativa all’occupazione, la disposizione pone l’obbligo di versamento in capo all’ “occupante di fatto, anche abusivo”.

Ed è proprio su questo punto che si è soffermata la Corte di Cassazione con la sentenza in esame.

In breve, la questione consisteva nello stabilire se l’occupante di fatto possa essere chiamato a rispondere del tributo anche in presenza di un soggetto titolare di concessione o autorizzazione occupativa, ovvero, come si evince dalla lettura del dettato normativo, soltanto in sua assenza.

 

TOSAP: la decisione della Cassazione

La Suprema Corte  ha chiarito che l’individuazione del soggetto tenuto al pagamento della TOSAP mediante il criterio dell’occupante abusivo “rappresenta chiaramente un’ipotesi residuale, che ricorre nel solo caso in cui vi sia ‘mancanza’ di un provvedimento concessorio o autorizzatorio.

La sua previsione deve, infatti, leggersi in combinato disposto con quella contenuta nel precedente art. 38, comma 1, del medesimo D.lgs., che sancisce che ‘sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate anche senza titolo…’,…

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