Trasferimento di immobili ai figli in caso di separazione e divorzio

Nell’omologazione di accordi di separazione tra coniugi, spesso, si preferisce trasferire una parte del patrimonio mobiliare o immobiliare da uno o da entrambi i coniugi ai figli.
Ci si domanda se detti passaggi di proprietà debbano o meno usufruire di agevolazioni fiscali

Interventi della Corte Costituzionale in merito al trasferimento di immobili ai figli in caso di divorzio

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Il primo intervento della Corte Costituzionale del 15 aprile 1992, n. 176, accenna alle agevolazioni fiscali che sarebbero spettate ai figli in occasione di atti tendenti a regolare i rapporti patrimoniali a seguito di procedimenti giudiziari sfocianti non solo nel giudizio divorzile, ma anche in occasione della precedente fase (più aspra in quanto ai rapporti tra coniugi) cioè nel giudizio di separazione:

 

 

“Non può infatti il profilo tributario ragionevolmente riflettere un momento di diversificazione delle due comparate procedure, atteso che l’esigenza di agevolare l’accesso alla tutela giurisdizionale, che motiva e giustifica il beneficio fiscale con riguardo agli atti del giudizio divorzile, è con ancor più accentuata evidenza presente nel giudizio di separazione, nel quale peraltro, con specifico riferimento all’esenzione dell’iscrizione ipotecaria, si rinvengano le stesse ragioni di tutela della posizione creditoria del coniuge e dei figli riconosciute a tali soggetti nel divorzio.”.

 

Il secondo approccio della Corte costituzionale, sull’argomento, è dell’1 giugno 2003, n. 202.

“1. – Il giudice rimettente dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dell’art. 8, lettera b), della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione delle disposizioni concernenti l’imposta di registro), nella parte in cui assoggetta all’imposta di registro, nella misura del 3%, gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale, in materia di controversie civili che definiscono, anche parzialmente, il giudizio, recanti condanna al pagamento di somme o valori, interpretata in modo da comprendere nella tassazione anche i provvedimenti giudiziari emessi in applicazione dell’art. 148 cod. civ. nell’ambito dei rapporti fra genitori e figli.
1.1. – La questione è fondata. Omissis.

P.Q.M.

La Corte Costituzionale
Dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, lettera b), della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione delle disposizioni concernenti l’imposta di registro), nella parte in cui non esenta dall’imposta ivi prevista i provvedimenti emessi in applicazione dell’art. 148 cod. civ. nell’ambito dei rapporti fra genitori e figli”.

 

 

Interventi della Corte di Cassazione in merito al trasferimento di immobili ai figli in caso di divorzio

 

La Corte di Cassazione, Sez. V, con sentenza del 30 maggio 2005, n. 11458 (conforme Sez. V, del 28 giugno 2013, n. 16348), ha affermato che le agevolazioni fiscali previste dal predetto art. 19, della L. n. 74/1987, sono applicabili anche agli atti i cui effetti siano favorevoli ai figli:

 

“Nelle ipotesi di trasferimento di immobili in adempimento di obbligazioni assunte in sede di separazione personale dei coniugi, l’art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (norma speciale rispetto a quella di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), alla luce delle sentenze della Corte costituzionale 10 maggio 1999, n. 154 e 15 aprile 1992, n. 176, deve essere interpretato nel senso che l’esenzione “dall’imposta di bollo, di registro e da ogni tassa” di “tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio” si estende “a tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi”, in modo di garantire l’adempimento delle obbligazioni che i coniugi separati hanno assunto per conferire un nuovo assetto ai loro interessi economici, anche con atti i cui effetti siano favorevoli ai figli”.

 

Successivamente, la Suprema Corte, Sez. V, con sentenza del 17 gennaio 2014, n. 860, dopo aver affermato che i benefici spettano anche agli atti che vedono come destinatari i figli, limita le…

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