Integrazione salariale nelle imprese sequestrate o confiscate

Il D.Lgs. n. 72/2018 ha introdotto specifiche misure per sostenere i lavoratori che sono stati sospesi dal lavoro oppure che hanno subito una riduzione dell’orario per via del fatto che la propria azienda è stata confiscata o sequestrata e sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Tali norme hanno l’obiettivo di tutelare i lavoratori incolpevoli, i quali non rientrano nei requisiti previsti per l’accesso a CIGO e CIGS, con una serie di misure specifiche che permettono il godimento del trattamento di integrazione salariale. Le istruzioni in merito fornite da una recente Circolare del Dicastero permettono di conoscere i passi da seguire e le istruzioni operative per l’accesso a tale strumento.

Lavoro, compilazione moduli, contributi previdenzialiIl D.Lgs. n. 72/2018 ha introdotto specifiche misure per sostenere i lavoratori che sono stati sospesi dal lavoro oppure che hanno subito una riduzione dell’orario per via del fatto che la propria azienda è stata confiscata o sequestrata e sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Tali norme hanno l’obiettivo di tutelare i lavoratori incolpevoli, i quali non rientrano nei requisiti previsti per l’accesso a CIGO e CIGS, con una serie di misure specifiche che permettono il godimento del trattamento di integrazione salariale. Le istruzioni in merito fornite da una recente Circolare del Dicastero permettono di conoscere i passi da seguire e le istruzioni operative per l’accesso a tale strumento.

Linee guida per l’accesso all’integrazione salariale in aziende confiscate/sequestrate

Il Ministero del Lavoro si esprime con riferimento al trattamento di sostegno al reddito per i lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati ad orario ridotto, i quali siano dipendenti da aziende sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria ai sensi dell’articolo 11, D.Lgs. n. 72/2018. Le istruzioni sono contenute nella recente Circolare n. 10 del 6 maggio 2019.

Il Decreto n. 72/2018 tutela il lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate in attuazione di quanto previsto dalla L. n. 161/2017, articolo 34, introducendo nel dettaglio un trattamento di sostegno al reddito, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale a favore di:

  • lavoratori che sono stati sospesi dal lavoro;
  • lavoratori impiegati a orario ridotto;

a seguito di amministrazione giudiziaria derivante da sequestro o confisca dell’azienda, per le quali è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività ai sensi dell’articolo 41 del D.Lgs. n. 159/2011, fino al momento della loro assegnazione o destinazione.

Su tale tema si è così espresso anche il Ministero del Lavoro il 29 marzo scorso con il Decreto Interministeriale il n. 2, il quale ripartiva le risorse finanziarie a sostegno delle misure citate.

La normativa sul sostegno al reddito per imprese confiscate/sequestrate

Il sostegno al reddito previsto per i lavoratori sospesi o impiegati ad orario ridotto all’interno di aziende confiscate o sequestrate, in regime di amministrazione giudiziaria, comporta automaticamente che non sia possibile ricorrere ai normali trattamenti di integrazione salariale di cui al D.Lgs. n. 148/2015, come per la generalità dei lavoratori; l’impossibilità per i lavoratori dipendenti da aziende confiscate o sequestrate di accedere a tali misure dipende dal fatto che in alcune circostanze vengono superati i limiti oggettivi e soggettivi previsti, mentre in altre difettano delle condizioni di applicabilità. In conseguenza di quanto detto, l’operatività della norma di cui al D.Lgs. n. 72/2018 si estende:

  1. a tutti quei casi in cui le aziende non rientrano nel campo di applicazione della normativa riguardante CIGO/CIGS;
  2. a quelle aziende che – pur avendo beneficiato di precedenti trattamenti di CIGO/CIGS – abbiano raggiunto il limite temporale consentito all’interno del quinquennio mobile;
  3. ai casi in cui non ricorrono i presupposti richiesti dalle singole causali di intervento per l’accesso a tali trattamenti di integrazione salariale;
  4. il trattamento di cui all’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 72 del 18 maggio 2018 è concesso anche a quei lavoratori che siano dipendenti di aziende per le quali il datore di lavoro non si sia attenuto – in tutto o in parte – agli obblighi riguardanti il rispetto delle leggi su lavoro e legislazione sociale (il cui rapporto di lavoro è riconosciuto con il decreto di approvazione del programma di prosecuzione ripresa di attività, ex art. 41 del D.Lgs. n. 159/2011, o con altri provvedimenti – anche precedenti – del tribunale o del giudice delegato).

Il trattamento può essere concesso, al pari dei trattamenti per CIGO/CIGS, per la durata complessiva di 12 mesi…

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