Competenza territoriale dell'ufficio accertatore in caso di variazione del domicilio fiscale

Il contribuente che ha cambiato indirizzo, anche in dichiarazione, non può eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’accertamento.
In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la competenza territoriale dell’ufficio accertatore è determinata dall’art. 31 D.P.R. 600/1973 con riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente, la cui variazione, comunicata nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce atto idoneo a rendere noto all’Amministrazione il nuovo domicilio non solo ai fini delle notificazioni, ma anche ai fini della legittimazione a procedere, che spetta all’ufficio nella cui circoscrizione il contribuente ha indicato il nuovo domicilio.
Secondo l’art. 31 D.P.R. 600/73 (Attribuzioni degli uffici delle imposte) – Testo in vigore dal: 28-11-2015 – comma 2: La competenza spetta all’ufficio distrettuale nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o avrebbe dovuto essere presentata.
Antonino Pernice
1 giugno 2018
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza n. 8747 del 10 aprile 2018 (udienza 7 marzo 2018) – Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Cirillo Ettore – Est. Luciotti Lucio
Tributi – Controllo formale della dichiarazione ex artt. 36-bis, DPR n. 600 del 1973 e 54-bis, DPR n. 633 del 1972 – Ufficio competente per territorio in base alla residenza o domicilio indicati in dichiarazione – Residenza anagrafica – Irrilevante.
Rilevato
– che l’Agenzia delle Entrate ricorre con unico motivo nei confronti della contribuente, che resta intimata, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata con la quale la CTR, in controversia relativa ad impugnazione di cartella di pagamento emessa a seguito di controllo formale della dichiarazione, ai sensi degli artt. 36 bis, dpr 600/1973 e 54-bis dpr 633/1972, con riferimento all’anno di imposta 2009, ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la pronuncia di primo grado che aveva accolto il ricorso della contribuente, sostenendo che l’Ufficio di Frosinone che aveva emesso la cartella impugnata fosse incompetente in quanto la contribuente risiedeva ed aveva, quindi, il domicilio fiscale a Roccamonfina, in provincia di Caserta;
– che sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380-bis cod. proc. civ., risulta regolarmente costituito il contraddittorio;
– che il Collegio ha disposto la redazione dell’ordinanza con motivazione semplificata;
Considerato
– che è fondato e va accolto il motivo di ricorso (dell’ufficio) con cui la difesa erariale deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 58 dpr 600/1973, per avere la CTR ritenuto incompetente l’Ufficio finanziario di Frosinone nonostante la contribuente avesse indicato nella dichiarazione dei redditi, ancorché tardivamente presentata, il proprio domicilio fiscale nel comune di Sant’Ambrogio sul Garigliano, in provincia di Frosinone;
– che, invero, dalla dichiarazione dei redditi presentata dalla contribuente, riprodotta nel ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza dello stesso, nello spazio riservato all’indicazione della “Residenza anagrafica o (se diverso) Domicilio fiscale» è riportato l’indirizzo di «Sant’Ambrogio sul Gangliano – FR – via (…)»;
– che, al riguardo, questa Corte ha affermato che «In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la competenza territoriale dell’ufficio accertatore è determinata dall’art. 31 dpr 600/1973, con riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente, la cui variazione, comunicata nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce pertanto atto idoneo a rendere noto all’Amministrazione il nuovo domicilio non solo ai fini delle notificazioni, ma anche ai fini della legittimazione a procedere, che spetta all’ufficio nella cui circoscrizione il contribuente ha indicato il nuovo …

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