Cenni al limite del regolamento di competenza del processo tributario

di Antonino Russo

Pubblicato il 23 aprile 2018



La norma del processo tributario esclude l’applicazione delle disposizioni del codice di procedura civile sui regolamenti di competenza: proponiamo un'analisi di tale problematica processuale

Come è noto, la norma del processo tributario, di cui all’art. 5, comma 4, del D. Lgs. n. 546/1992, esclude l’applicazione delle disposizioni del codice di procedura civile sui regolamenti di competenza.

La lettura sommaria della norma può però prestare il fianco ad interpretazioni fuorvianti e può essere di chiarimento l’insegnamento della Suprema Corte, così nuovamente manifestato nella sent. n. 999/2016:  "in tema di contenzioso tributario, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 5, comma 4 - secondo cui "non si applicano le disposizioni del codice di procedura civile sui regolamenti di competenza" - è inserito in un complesso normativo, integrante microsistema, contenuto nel cit. D.Lgs m. 546 artt. 4 e 5, che riguarda la disciplina della competenza, essenzialmente per territorio, delle commissioni tributarie, e si riferisce soltanto alle questioni che queste possono essere chiamate a rendere in ordine a tale competenza. Pertanto, in conformità all'esigenza di tutelare i diritti fondamentali garantiti dall'art. 24 Cost., comma 1 e art. 111 Cost., comma 2, e art. 6, comma 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, deve ritenersi che la norma sopra citata non esclude la proposizione del regolamento di competenza avverso i provvedimenti di sospensione del processo ex art. 295 c.p.c.,[1] impugnazione senz'altro ammissibile alla stregua del combinato disposto del D. Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2 e art. 42 c.p.c[2]" [3] .

Si è così superato il risalente orientamento della giurisprudenza