Il rifiuto dei rimborsi fiscali può avvenire senza limiti di tempo

I rimborsi fiscali possono essere disconosciuti dall’Amministrazione finanziaria anche oltre gli ordinari termini fissati per l’esercizio del potere di accertamento. Il venir meno del potere di accertamento dell’ufficio non consolida il credito del contribuente esposto in sede di dichiarazione

Con l’ordinanza n. 3472 del 13 febbraio 2018, la Corte di Cassazione ha confermato che il principio espresso nella sentenza n. 9339 del 2012 secondo cui l’Amministrazione finanziaria è tenuta a provvedere sulla richiesta di rimborso avanzata dal contribuente nei medesimi termini di decadenza stabiliti per procedere all’accertamento in rettifica, pena la cristallizzazione, nell’an e nel quantum, del diritto al rimborso esposto nella dichiarazione, è da ritenersi superato dal principio espresso dalle Sezioni unite, con la sentenza n. 5069 del 2016, la quale ha affermato il diverso e condivisibile principio secondo cui “in tema di rimborso d’imposte, l’Amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente nella dichiarazione dei redditi anche qualora siano scaduti i termini per l’esercizio del suo potere di accertamento, senza che abbia adottato alcun provvedimento, atteso che tali termini decadenziali operano limitatamente al riscontro dei suoi crediti e non dei suoi debiti, in applicazione del principio quae temporalia ad agendum, perpetua ad excepiendum” (conf. Cass. n. 20419 del 2017 di questa Sottosezione).

Nel caso di specie, una società di assicurazioni aveva presentato la dichiarazione dei redditi, ai fini IRPEG, relativa all’anno di imposta 1992, nella quale veniva evidenziato un credito d’imposta di cui veniva chiesto l’accredito con istanza del 20 marzo 1996, quindi il rimborso con istanza del 18 aprile 2002, sollecitata con ulteriore istanza del 19 aprile 2010.
Formatosi il silenzio-rifiuto su tale domanda, la contribuente lo impugnava in sede giurisdizionale.
L’adita CTP di Roma accoglieva il ricorso, riconoscendo il diritto al chiesto rimborso ritenendo l’Ufficio decaduto dal potere di disconoscere il credito o di rettificarlo, essendo scaduti i termini per l’accertamento.

Il successivo appello dell’Agenzia Entrate veniva respinto dalla competente Commissione tributaria regionale, la quale confermava la decisione di primo grado.
Avverso tale statuizione l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione.

Sintesi del caso

La richiesta di rimborso avanzata in sede di dichiarazione può essere disconosciuta dall’Amministrazione finanziaria anche oltre gli ordinari termini di decadenza del potere di accertamento, atteso che gli stessi sono previsti solo per la contestazione di un credito.
La decadenza del potere di accertamento opera, infatti, solo per i crediti tributari e non per i debiti.

Il rimborso di un credito può essere disconosciuto dall’Amministrazione finanziaria anche oltre gli ordinari termini fissati per l’esercizio del potere di accertamento. In pratica, il venir meno del poter di accertamento dell’ufficio non consolida il credito del contribuente esposto in sede di dichiarazione.
A queste conclusioni era giunta la Corte di Cassazione a Sezioni unite (sent. n. 5069/2016), dirimendo così il contrasto giurisprudenziale che si era venuto a creare, peraltro richiamato nella sentenza che si annota.

Il precedente contrario

Con la sentenza n. 9339/2012, i giudici di Piazza Cavour, pur consci dell’indirizzo giurisprudenziale secondo cui non sarebbe ravvisabile una relazione di reciprocità necessaria tra esercizio del diritto di rimborso del contribuente ed esercizio della potestà impositiva della Pubblica Amministrazione, tale per cui alla contestazione da parte della Pubblica Amministrazione dei fatti costitutivi del credito di imposta fatto valere dal contribuente debba sempre e comunque conseguire automaticamente l’accertamento di una maggiore imposta dovuta dal contribuente, bene potendo esaurirsi l’attività della Amministrazione finanziaria nel mero disconoscimento del credito d’imposta con l’emissione di un provvedimento di diniego della richiesta di rimborso non seguito da ulteriori pretese tributarie, così escludendo che il credito d’imposta esposto in dichiarazione si consolidi con lo spirare del termine previsto…

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