Struttura sanitaria privata e obbligo di riscossione accentrata

La Finanziaria 2007 – Art. 1 commi 38-42 L. 296/2006 – ha introdotto la riscossione accentrata per le Strutture Sanitarie Private per consentire il monitoraggio delle prestazioni rese dai professionisti (medici e paramedici) per contrastare il fenomeno dell’evasione.
Si riferisce a tutti i medici generici, specialisti, odontoiatri, e personale paramedico che svolgono la propria attività di lavoro autonomo all’interno di Strutture Sanitarie Private.

Prima di introdurci nel discorso bisogna capire e dettagliare il concetto di struttura sanitaria privata.
Per struttura sanitaria privata (Circolare del 15/03/2007 N. 13 Agenzia delle Entrate) si intendono le società, gli istituti, le associazioni, i centri medici e diagnostici e ogni altro ente o soggetto privato, in qualsiasi forma organizzati, che operano nel settore dei servizi sanitari e veterinari.

Quindi nel novero rientrano:
– l’immobile attrezzato e organizzato al fine di svolgere l’attività medica e paramedica;
– strutture che ospitano o mettono a disposizione dei professionisti o affittano loro i locali della struttura per l’esercizio di attività medica di lavoro autonomo;

Dunque non è rilevante la forma della loro organizzazione, possono assumere la veste di società, associazioni, centri medici diagnostici e ogni altro ente o soggetto privato che operano nel settore dei servizi sanitari e veterinari.

Ad esempio:
1. Medico che affitta ad altri colleghi una stanza del proprio immobile
2. Dentisti che fittano parte del proprio studio ad altri dentisti
3. Centri medici e dentistici
4. Poliambulatori
5. Cliniche private

Ambito di applicazione della norma

La riscossione accentrata ha per oggetto i compensi spettanti agli esercenti “attività di lavoro autonomo medica e paramedica” ossia agli esercenti arti e professioni, la cui attività dia luogo a reddito di lavoro autonomo ai sensi dall’art. 53 del testo del TUIR. La norma fa riferimento a compensi riscossi in relazione ad un rapporto intrattenuto dal medico direttamente con il paziente: quindi riguarda il medico che opera per conto proprio, ma all’interno della Struttura Sanitaria Privata, anche con l’ausilio delle attrezzature fornite dalla struttura stessa.

Non sono soggette a questa normativa le prestazioni rese al paziente dalla struttura per il tramite del professionista, rapporto che vede la struttura sanitaria impegnata nell’organizzazione dei servizi in veste di parte contrattuale con il cliente, perché in questo specifico caso la struttura corrisponderà al professionista il compenso di lavoro autonomo per la prestazione svolta.

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a cura dott. Andrea Serinelli

13 febbraio 2018

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