E’ legittimo l’accertamento che parte da un’indagine penale

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 24 febbraio 2017

oggi analizziamo il caso inverso a quello tipico degli accertamenti tributari: la Cassazione considera legittimo l'avviso di accertamento emanato sulle informazioni di illeciti tributari raccolte durante indagini indipendenti della Procura della Repubblica

sherlockLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14476 del 15.7.2016, ha espresso considerazioni di rilievo in tema di legittimità di accertamento basato su delega della procura della Repubblica utilizzata come segnalazione di illeciti tributari.

Nel caso di specie la CTR, confermando la decisione di primo grado, aveva respinto l'appello dell'Agenzia delle entrate, evidenziando che l'Amministrazione aveva agito sulla base di una delega di indagini proveniente dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pinerolo, in violazione delle norme sull'accertamento tributario.

Tale delega, per le sue caratteristiche, ad avviso dei giudici di merito, non poteva infatti considerarsi semplice segnalazione, anche considerato che l'Agenzia aveva utilizzato documenti e notizie non portati a conoscenza della parte, quali una consulenza disposta dal P.M. di Pinerolo, processi verbali di accesso presso terzi, documentazione trasmessa dalla Procura all'Agenzia delle entrate di cui le parti non erano a conoscenza.

Infine la CTR evidenziava anche che l'autorizzazione all'acquisizione di documentazione bancaria rilasciata all'Agenzia dalla Direzione Regionale era viziata perché richiamante il contenuto della richiesta dell'Ufficio, a sua volta motivata sulla base della delega della Procura della Repubblica.

Contro tale sentenza l’Agenzia delle Entrate proponeva quindi ricorso per cassazione, censurandola, tra le altre, per violazione dell'art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992, sostenendo che la motivazione della sentenza impugnata era solo apparente nella parte in cui, affermando