La prima manifestazione dei commercialisti, oggi a Roma…

indexOggi, finalmente, i professionisti del settore contabile e fiscale scendono in piazza contro…

Oggi scendiamo in piazza contro le scadenze imposte alle aziende e, quindi, anche a noi commercialisti dal prossimo anno.

Io credo che le nuove scadenze siano solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso del malessere dei professionisti del settore.

In Italia siamo stati abituati a vedere i professionisti come una casta, iscritti ad un albo che li tutela, che lavorano in studi ricchi di pelle e boiseries e che strozzano i loro clienti con le loro fatture… Ecco, forse era vero questo tanti anni fa… Al mondo di oggi i professionisti sono imprenditori che devono vendere il loro lavoro, senza sicurezza di una retribuzione, senza poter contare su una rete previdenziale e che sono stati oberati di adempimenti burocratici per aiutare lo stato a gestire le sue banche dati. Adempimenti che è impossibile farsi pagare in pieno dal cliente che li vede come salassi ingiustificati.

Per decenni, i Governi italiani hanno accettato tutte le normative europee sulla libera circolazione dei servizi e delle merci, hanno imposto al settore contabile fiscale un’informatizzazione forzata, hanno costruito banche dati antievasione (spesso senza un vero utilizzo pratico) semplicemente inventando nuovi adempimenti… I Governi italiani non hanno tenuto conto dell’impoverimento delle categorie professionali e non hanno mai fatto una politica “industriale” sul settore (settore che conta tanti elettori-contribuenti), si è ricordato dei professionisti solo come manodopera gratuita e solo alzando gli indici di congruità e coerenza degli studi di settore.

Forse il mondo delle professioni è restìo al cambiamento, forse il mondo delle professioni teme il futuro, ma proporre come unica alternativa un futuro in cui si vivrà peggio non piace a nessuno, farlo in nome del libero mercato, degli accordi internazionali, del debito pubblico, non appare una strategia comunicativa vincente…

Forse gli ordini professionali sono come i capponi di Renzo, che litigano sulle macerie di una passata grandezza, ma per decenni nessun Governo ha proposto qualsiasi iniziativa per tutelari i professionisti.

Forse il salto culturale che ci è richiesto, da burocrati a consulenti, è difficile da fare, ma ancora oggi i costi per la formazione professionale non sono deducibili dal reddito in modo integrale (quindi sono obbligato ad evolvermi, ma se pago per evolvere ed aumentare le mie competenze sono considerato alla stregua di un evasore!)

Oggi c’è un Governo nuovo, chissà cosa sarà del Jobs Act delle professioni… in fondo è stato l’unico atto previsto per venire incontro (molto parzialmente) alle nostre esigenze.

Nella vana attesa, la legge di Bilancio 2017 ci porta lo spesometro trimestrale, senza tenere conto del panorama produttivo italiano, caratterizzato da centinaia di migliaia di piccole e piccolissime realtà che usano il commercialista come aiuto alla gestione amministrativa. Questa magica misura servirà a contrastare l’evasione!? Oggi lo spesometro è annuale (quindi esiste già), eventuali controlli vengono fatti un paio d’anni dopo l’emissione della fattura e la comunicazione via spesometro. Obbligare a quattro invii all’anno quale evasione combatte? Serve solo ad aumentare la burocrazia e forse a raccontare alla massa che si sta contrastando l’evasione…?

Nella stessa norma però si propone un condono delle cartelle esattoriali…???

…e si riapre la voluntary per chi non ha dichiarato i patrimoni esteri?

Segnalo pacatamente che chi fa vendite in nero normalmente non emette la fattura, non registra nulla in contabilità e non invia nulla con lo spesometro: quindi si obbligano i contribuenti tendenzialmente regolari a più adempimenti che non contrastano chi evade? Il risultato: più adempimenti, più oneri burocratici, più errori, più sanzioni da irrogare sugli errori formali…

In aggiunta abbiamo intitolato “Decreto semplificazioni” una norma che introduce ben otto nuovi adempimenti relativi alla contabilità! Ogni commento sul buon senso della norma sarebbe estremamente offensivo per chi l’ha redatta.

Io credo che quella di oggi sia una manifestazione non contro una singola norma, bensì contro decenni di menefreghismo politico nei riguardi di uno dei pilastri dell’economia italiana: il settore dei liberi professionisti e quello delle partite IVA. Il prossimo Governo dovrà ragionare sul futuro e programmare le norme sapendo qual è la vita reale del Paese, senza credere  che i professionisti vivano nel paese dei balocchi.

Io accuso i governi passati di aver ignorato completamente i liberi professionisti in questo decennio di crisi…!

L’elenco dei j’accuse sarebbe troppo lungo, speriamo che la manifestazione di oggi possa servire a cambiare qualcosa…

Forse le opinioni di oggi non sono così pacate da poterci permettere un firma (ci nasconderemo dietro un nom de plume)… ma è uno sfogo covato nel tempo…

14 dicembre 2016

Fra’ Diavolo


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