Sul contenzioso contro il diniego di credito d’imposta

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 10 marzo 2016

in caso di contenzioso relativo alla debenza del credito d'imposta, la cognizione del giudice tributario deve entrare nel merito della vicenda e decidere sulla spettanza delle somme richieste dal contribuente; deve, inoltre, comprendere la verifica di tutti i presupposti della domanda di rimborso previsti dalla legge
giustizia2_immagineCon atto del 13 giugno 2006 l'Agenzia delle entrate rigettava la richiesta di rimborso del credito vantato da un contribuente per IVA relativa all'anno d'imposta 2004, avendo rilevato, dai controlli fatti, che mancava l'effettivo esercizio di una impresa da parte della stessa. Questa adiva il giudice tributario chiedendo di "dichiarare illegittimo il provvedimento di diniego" e di "annullare l'avviso in oggetto ed accettare quanto dichiarato in atto". Osservava dunque che l'accesso dell’Amministrazione finanziaria era avvenuto quando la ditta era chiusa per il funerale di un parente e in periodo di ridotta attività, peraltro mai cessata com'era dimostrato da numerosi indicatori (acquisto di beni strumentali; rapporti bancari; documentazione contabile e fiscale; verifiche di enti vari). La Commissione Tributaria Provinciale di Caserta accoglieva il ricorso con decisione poi confermata in appello il 26 gennaio 2009. L'Agenzia delle Entrate, nel proporre il gravame, si doleva tra l'altro del fatto che il primo giudice aveva trascurato di considerare che i locali aziendali erano stati trovati chiusi e che il mancato accesso aveva nei fatti impedito tutti i c