Incidenza del giudicato sul redditometro relativo ad altra annualità

di Antonino Russo

Pubblicato il 14 marzo 2016

un'analisi della giurisprudenza sul redditometro e sul giudicato esterno favorevole al contribuente per altra annualità accertata e sui possibili riflessi (anche favorevoli al contribuente) sugli altri contenziosi aperti

Brevi cenni alla problematica del “giudicato esterno” nel processo tributario

Il tema del giudicato nell’ambito delle liti tributarie, dopo la “sonnolenza” di dottrina e giurisprudenza in vigenza del precedente regime del contenzioso tributario, introdotto con il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636, è stato invece fortemente oggetto di dibattito nel processo tributario riformato con i decreti legislativi 31 dicembre 1992, n. 545 e n. 546.

Le numerose sentenze di merito e di legittimità non hanno sopito, come vedremo, i dubbi sui riflessi del c.d. “giudicato esterno, e non vi è dubbio, infatti, che in campo fiscale, il profilo del giudicato ponga interrogativi peculiari per quel che concerne la regolamentazione sostanziale del rapporto giuridico, obbligatorio, Fisco-Contribuente, per l'influenza che dal giudicato può discendere sull'attività amministrativa del Fisco e sull'effettività della tutela del contribuente.

C’è da dire che il principio, ex art. 2909 c.c., largamente valevole nel processo civile , che consente al giudicato sostanziale di esprimere i propri effetti in controversie differenti (quanto all’oggetto), rispetto a quelle nell’ambito delle quali è stato pronunciato - ha incontrato ragionevoli ostacoli applicativi in ambito tributario, nonostante a vario titolo si invocasse un elemento di particolare interesse come il “giusto processo” tributario.

Spesso si è argomentato sulla inammissibilità di un’efficacia ultrattiva del giudicato, discendente de plano dalla concezione del processo tributario come processo sull’atto, visto che l’oggetto della domanda consiste nell’annullamento, totale o parziale di un provvedimento. La tesi della inammissibilità de qua è stata altresì sostenuta da coloro che individuano nel processo tributario un processo di accertamento sul presupposto del principio di autonomia delle obbligazioni relative ad ogni periodo d’imposta1. Tale opinione si incentra su dati normativi quali, ad esempio, l’art. 7 T.U.I.R. e l’art. 14 del d.lgs. n. 446 del 1997 , ove è stabilito in termini uniformi come il tributo sia dovuto per periodi d’imposta, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma. Pertanto, secondo questo ragionamento, i presupposti del tributo maturerebbero in modo autonomo rispetto ai periodi precedenti e, di conseguenza, le r