Legittimo il taglio dei compensi ai revisori dei conti negli enti locali

di Federico Gavioli

Pubblicato il 24 novembre 2015

la spinosa questione della riduzione dei compensi dei revisori dei conti negli enti locali trova un altro conferma a sfavore dei professionisti nel senso che è ritenuto legittima la riduzione che il Comune ha effettuato alla terna uscita dal sorteggio in base alla normativa vigente

Con il presente commento analizziamo la questione del taglio dei compensi ai revisore dei conti, negli enti locali, mettendo a confronto l’orientamento prevalente della giurisprudenza contabile con il parere fornito dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e esperti contabili.

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Campania , con il parere n. 225 del 21 ottobre scorso, ha fornito a seguito della richiesta di un Comune, alcuni interessanti risposte in merito ai quesiti formulati; in particolare con il presente commento si commenta la legittimità della riduzione del 10% sul compenso dei revisori.

Il parere del consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili

Il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili con le sue note interpretative, composte di tre documenti del 16 febbraio 2011, ha fornito il proprio parere su una questione molto dibattuta : il taglio dei compensi ai revisori contabili ed ai componenti di collegi sindacabili negli enti pubblici come previsto dalla manovra estiva 2010. Per il CNDCEC chi assume incarichi in enti pubblici come revisore contabile o sindaco di società pubblica, non dovrebbe essere coinvolto nei tagli che la Manovra estiva, contenuta nel DL 78/2010, ha previsto poiché i compensi, per tali tipi di incarichi, sono previsti da altre norme di riferimento.

Il primo documento del Consiglio nazionale evidenzia che l’Organo di revisione è definito dal D.Lgs. 267/2000 organo di revisione economico-finanziario e non può essere confuso con gli organi di controllo. Nella pubblica amministrazione l’attività di controllo viene esercitata da organi facenti parte dell’amministrazione stessa e da organi di altro ente. In tal senso, si distinguono i controlli interni da quelli esterni. Negli enti locali, secondo le previsioni dell’art. 147, del D.Lgs. 267/2000, le finalità del controllo interno vengono realizzate attraverso gli strumenti e le metodologie individuate dallo stesso ente, nel rispetto del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione. La norma del D.Lgs. 267/200