La chiusura della procedura fallimentare e i giudizi pendenti

di Maria Benedetto

Pubblicato il 23 ottobre 2015

con le disposizioni apportate dal decreto sulla giustizia per la crescita è stato previsto, tra l’altro, che la pendenza di giudizi non è più ostativa alla chiusura della procedura, pertanto se il curatore ritiene più opportuno per la procedura costituirsi in giudizio nelle controversie relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento al posto del fallito, non deve preoccuparsi che tale cosa possa impedire o rallentare il riparto dell’attivo e la chiusura del fallimento

Abstract

Con le disposizioni apportate dal decreto sulla giustizia per la crescita (D.L. n. 83/2015) recanti misure urgenti in materia fallimentare è stato previsto, tra l’altro, che la pendenza di giudizi non è più ostativa alla chiusura della procedura, pertanto se il curatore ritiene più opportuno per la procedura costituirsi in giudizio nelle controversie relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento al posto del fallito, non deve preoccuparsi che tale cosa possa impedire o rallentare il riparto dell’attivo e la chiusura del fallimento.

Rif. Normativi

D.L. 27 giugno 2015, n. 83, art. 7 convertito dalla Legge 6 agosto 2015, n. 132;

R.D. 16 marzo 19452, n. 267, artt. 26, 102, 118 e 119

Premessa

In base all’art. 7 D.L. n. 83 del 2015 la chiusura della procedura di fallimento per ripartizione dell’attivo non è impedita dalla pendenza di giudizi, rispetto ai quali il curatore mantiene la legittimazione processuale ai sensi dell’art. 43n legge fall., anche nei successivi stati e gradi del giudizio, con un’evidente deroga a quanto previsto dall’art. 120 legge fall., che fa discendere dalla chiusura del fallimento l’improcedibilità delle azioni esperite dal curatore e che continua ad essere applicato a tutte le ipotesi di chiusura del fallimento diverse da quelle di cui all’art. 118 n. 3 legge fall.

Con le disposizioni apportate dal decreto sulla giustizia per la crescita – D.L. n. 83/2015 – recanti misure urgenti in materia fallimentare è stato previsto, tra l’altro, che la pendenza di giudizi non è più ostativa alla chiusura della procedura, pertanto se il curatore ritiene più opportuno per la procedura costituirsi in giudizio nelle controversie relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento al posto del fallito, non deve preoccuparsi che tale cosa possa impedire o rallentare il riparto dell’attivo e la chiusura del fallimento.

La chiusura del fallimento e i giudizi pendenti: “ante D.L. n. 83/2015”

La chiusura del fallimento viene disposta con decreto motivato emesso dal Tribunale su istanza del curatore