Tributi locali siamo al caos normativo!

Per i tributi locali viene a mancare l’uniformità normativa per l’intero territorio nazionale.

E’ l’allarme che viene pronunciato dopo che il Ministro dell’Interno ha differito al 30 settembre 2015 il termine per deliberare il bilancio di previsione anno 2015 degli enti locali.

Il differimento poi riguarda solo alcuni enti locali. La data del 30 settembre 2015 costituisce anche il nuovo termine per operare sui tributi locali. Gli enti locali non interessati dal differimento (tutti i comuni, ad eccezione di quelli siciliani) potevano intervenire nei tributi locali entro il 30 luglio scorso. Si viene così a determinare sul suolo nazionale la mancanza di uniformità.

In atto, i comuni potevano deliberare in materia di tributi locali (aliquote, tariffe, regolamenti) entro il 30 luglio 2015. Le deliberazioni successive sono illegittime e nulle; le province e le città metropolitane possono, invece, deliberare fino al 30 settembre 2015; i comuni siciliani possono deliberare fino al 30 settembre 2015.

Decreti rivolti verso tutti gli enti locali

il Ministero dell’Interno, prima con il Decreto 24 dicembre 2014 (in G.U. n. 301/2014), ha differito il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2015 degli enti locali al 31 marzo 2015. Poi, con il Decreto 16 marzo 2015 (in G.U. n. 67/2015) ha differito il termine dal 31 marzo 2015 al 31 maggio 2015.

Infine, con il Decreto 13 maggio 2015 (in G.U. n. 115/2015) ha ulteriormente differito il termine al 30 luglio 2015.

Alla luce di ciò, entro tale ultima data – 30 luglio 2015 – gli enti locali (comuni, province e città metropolitane) potevano deliberare il bilancio di previsione anno 2015 e, di conseguenza, deliberare in materia di tariffe, aliquote e regolamenti di tributi locali. Le deliberazioni in precedenza hanno efficacia dal 1° gennaio 2015. Scaduto il termine del 30 luglio 2015, i comuni non possono, per l’esercizio 2015, intervenire nei tributi locali (tariffe, aliquote e regolamenti).

Ma non finisce qui.

Decreto rivolto verso alcuni enti locali

Il Decreto 30 luglio 2015 (in G.U. n. 175 del 30 luglio 2015) ha stabilito che il termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l’anno 2015 da parte delle città metropolitane, delle province e degli enti locali della Regione Siciliana è ulteriormente differito dal 30 luglio al 30 settembre 2015.

Si tratta di un provvedimento che ha efficacia a favore di una platea limitata di enti locali:

– tutte le città metropolitane;

-tutte le province;

– i soli comuni siciliani.

Questi enti, pertanto, possono intervenire in materia di tributi locali (tariffe, aliquote e regolamenti) fino al 30 settembre 2015.

Legge di Stabilità 2016: in arrivo la Local tax ?

Sulla detassazione della prima casa si assiste in atto solo alla diffusione di annunci politici. In particolare, il Presidente del Consiglio si è formalmente impegnato alla esclusione dall’applicazione dell’IMU e della TASI sull’abitazione principale; e il taglio dovrebbe riguardare anche le abitazioni principali di lusso, cioè rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9. La soluzione, tuttavia, sarà fortemente condizionata dalle risorse disponibili. É inoltre auspicabile che le risorse necessarie non siano reperite incrementando le aliquote sugli immobili diversi dall’abitazione principale.

La partita per la detassazione della prima casa è tutt’altro che conclusa e si accavallano le ipotesi rispetto a quella che potrà essere la nuova disciplina della tassazione degli immobili. Alle dichiarazioni di Matteo Renzi a Rimini, fanno da contrappeso le dichiarazioni di segno opposto del viceministro dell’Economia Enrico Morlando. Il Presidente del Consiglio si è formalmente impegnato alla esclusione dall’applicazione dell’IMU e della TASI sull’abitazione principale. I due tributi dovrebbero essere sostituiti, con decorrenza dal 2016, dalla nuova Local tax, ma secondo le ultime dichiarazioni la detassazione dovrebbe essere integrale e non selettiva.

 

8 settembre…

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