D.Lgs. n.128/2015: in scena l’adempimento collaborativo

Il D.Lgs. n. 128 del 5 agosto 2015, in G.U. n.190 del 18 agosto 2015, che entra in vigore il 2 settembre p.v., mette in campo il “Regime dell’adempimento collaborativo”, valevole in via di prima applicazione per le imprese di maggiori dimensioni.
L’accesso al regime, su base volontaria, è subordinato al possesso da parte del contribuente di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, che consenta l’autovalutazione preventiva e il monitoraggio dei rischi.
Attraverso l’istaurazione di un regime di scambio continuo di informazioni improntato alla trasparenza, con imposizione di doveri a carico dell’Agenzia delle entrate e del contribuente, si realizza anticipatamente un sistema di controllo per prevenire potenziali controversie fiscali.
 
I requisiti
Il sistema organizzativo/fiscale dell’impresa deve assicurare:
a) una chiara attribuzione di ruoli e responsabilità ai diversi settori dell’organizzazione dei contribuenti in relazione ai rischi fiscali;
b) efficaci procedure di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali il cui rispetto sia garantito a tutti i livelli aziendali;
c) efficaci procedure per   rimediare   ad   eventuali   carenze riscontrate nel suo funzionamento e attivare le necessarie azioni correttive.
 
I doveri a carico del contribuente e dell’Agenzia delle Entrate
L’art.5 del D.Lgs.n.128/2015, prevede dei doveri a carico sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’impresa che aderisce al regime dell’adempimento collaborativo.
Scendendo nel particolare, il regime comporta per l’Agenzia delle entrate i seguenti impegni:
a) valutazione trasparente, oggettiva e rispettosa dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità del sistema di   controllo adottato, con eventuale proposta degli interventi ritenuti necessari ai fini dell’ammissione e della permanenza nel regime e per il conseguimento delle finalità previste;
b) pubblicazione periodica   sul   proprio   sito   istituzionale dell’elenco aggiornato delle operazioni, strutture e schemi ritenuti di pianificazione fiscale aggressiva;
c) promozione di relazioni con i contribuenti improntate a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza nell’intento di favorire un contesto fiscale di certezza;
d) realizzazione di specifiche semplificazioni degli adempimenti tributari, in conseguenza degli elementi informativi forniti dal contribuente nell’ambito del regime;
e) esame preventivo delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali significativi e   risposta   alle   richieste   dei contribuenti nel più breve tempo possibile;
f) debita considerazione degli esiti dell’esame e della valutazione effettuate dagli organi di gestione, sulla base della relazione annuale, delle risultanze delle attività dei soggetti incaricati, presso ciascun contribuente, della revisione contabile, nonchè di quella dei loro collegi sindacali e dei pareri degli organismi di vigilanza.
 
Il regime comporta per i contribuenti i seguenti impegni:
a) istituzione e mantenimento del   sistema   di   rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, per garantire il conseguimento delle finalita’ previste, nonche’ attuazione delle modifiche del sistema adottato eventualmente ritenute necessarie dalla Agenzia delle entrate;
b)   comportamento   collaborativo   e   trasparente,   mediante comunicazione tempestiva ed esauriente all’Agenzia delle entrate dei rischi di natura fiscale e, in particolare, delle operazioni che possono rientrare nella pianificazione fiscale aggressiva;
c) risposta alle richieste della Agenzia delle entrate nel piu’ breve …

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