La vendita di biglietti di parchi divertimenti o musei da parte di alberghi

 

PREMESSA

Accade spesso che alberghi e strutture ricettive vendano ai loro alloggiati i biglietti per i parchi di divertimento, termali, musei…

Scopo del presente articolo è esaminarne gli aspetti fiscali e contabili essenziali.

Per semplicità operativa di seguito si farà riferimento alla struttura ricettiva alberghiera, ma le considerazioni sono applicabili anche per gli altri soggetti del settore (villaggi, campeggi, affittacamere…). L’unica eccezione riguarda le strutture senza partita Iva per le quali viene proposto un apposito paragrafo.

Sempre per una maggiore leggibilità si farà riferimento ai “parchi” intendendo ricompresi anche gli altri luoghi/attività quali musei, biblioteche, fiere, cinema, campi e impianti sportivi, attività circensi e spettacolistiche, parchi tematici…

 

COME FUNZIONA LA FORNITURA DI BIGLIETTI AL CLIENTE DELLA STRUTTURA RICETTIVA

Solitamente l’albergatore provvede ad acquistare dal parco un pacchetto di biglietti che poi provvede a vendere (con o senza maggiorazione) al proprio cliente.

In altri casi può essere stipulato un accordo tra l’hotel e il parco nel quale i biglietti vengono inizialmente consegnati in conto vendita.

Le moderne biglietterie on-line sono comunque una alternativa valida al conto vendita per evitare di ritrovarsi con dell’invenduto; bisogna però valutare gli effetti ai fini Iva (documentazione dell’acquisto tramite fattura).

Infine, in alcuni casi, il parco riconosce all’albergo una provvigione per le vendite “procacciate”.

 

FUNZIONAMENTO FISCALE PER STRUTTURE RICETTIVE CON PARTITA IVA

All’atto dell’acquisto del biglietto è necessario che l’albergo richieda fattura al parco (non sempre la fattura è disponibile nelle biglietterie on-line; in tal caso occorre accordarsi col parco stesso per fare in modo di acquisire la documentazione rilevante ai fini della detrazione Iva).

Solo nel caso in cui il biglietto non fosse soggetto ad Iva (i.e esente Iva) non è necessaria la fattura ma basta un documento che sia idoneo alla deduzione ai fini dei redditi.

Se invece il biglietto è soggetto ad Iva (10% o 22%) occorre richiedere la fattura al fine di detrarre l’Iva stessa.

 

L’iter contabile/fiscale può essere così sintetizzato:

A) ACQUISTO DEI BIGLIETTI

L’hotel acquista il biglietto con fattura detraendo l’Iva e registrando in contabilità il costo fra gli “acquisti di servizi”.

B) VENDITA DEI BIGLIETTI

B1) Alla vendita al turista l’albergo rilascia una apposita ricevuta fiscale (o fattura) per la cessione del biglietto applicando la medesima aliquota Iva (o esenzione Iva) che era stata applicata in sede di acquisto del biglietto.

In alternativa, l’addebito della cessione del biglietto può confluire nella ricevuta fiscale (o fattura) rilasciata al cliente per il soggiorno purchè sia separabile il corrispettivo (anche perché le aliquote Iva applicabili non sempre corrispondono).

Contabilmente il ricavo viene registrato tra gli “altri ricavi caratteristici”.

Il tutto che vi sia o meno una maggiorazione di prezzo.

B2) Nell’ipotesi in cui il pacchetto venduto al cliente comprendesse “soggiorno e biglietto” a forfait (cioè che nell’importo pagato dal turista vi sia compreso vitto, alloggio e biglietti ingresso per uno o più parchi) allora non essendoci separazione del corrispettivo il tutto viene ricompreso nella ricevuta per il soggiorno (la cessione del biglietto diviene prestazione accessoria e soggiace all’aliquota Iva della prestazione principale ricettiva, il 10%).

Anche contabilmente si procede alla registrazione unitaria del ricavo.

C) EVENTUALE PROVVIGIONE RICONOSCIUTA ALL’HOTEL

Nel caso in cui il parco corrisponda all’albergo una provvigione essa va fatturata dall’hotel con Iva ordinaria (22%) e applicando la ritenuta del 23% sul 50% dell’imponibile. Infatti, in questa evenienza, l’albergo funge da agente (seppure occasionale senza obbligo di iscrizione Enasarco).

Contabilmente si utilizza il contro “provvigioni attive”.

D) BIGLIETTI…

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