Il raddoppio dei termini di accertamento in attesa della delega fiscale

di Francesco Buetto

Pubblicato il 13 luglio 2015

in attesa che entri in vigore il decreto Delegato approvato dal Governo Renzi, ecco una panoramica delle norme che presiedono alle possibilità esistenti di raddoppio dei termini di accertamento ed un confronto con le novità in arrivo

Con lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri (A.G. n. 163, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente) il Legislatore sta dando attuazione ai principi della legge delega (art. 8, c. 2, della L. n. 23 dell’11 marzo 2014).



L’ISITUTO DEL RADDOPPIO DEI TERMINI

L’art. 37, cc. 24 e 25, del D.L. n. 223/2006, convertito in Legge n. 248/2006, ha aggiunto, all'art. 43 del D.P.R. n. 600/1973 e 57 del D.P.R. n. 633/72, dopo il secondo comma, il seguente periodo: “In caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i termini di cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione“.

L’intervento legislativo era finalizzato a garantire all'A.F. l'utilizzabilità degli elementi istruttori penali che emergano nel corso delle indagini condotte dall'autorità giudiziaria per un periodo di tempo più ampio rispetto a quello previsto ordinariamente per l'accertamento e detto ampliamento opera a prescindere dalle successive vicende del giudizio penale che consegua alla denuncia, atteso che la norma collega l'ampliamento dei termini per l'accertamento alla mera sussistenza dell'obbligo di denuncia della violazione ai sensi dell'art. 331 del C.p.p..

Sul punto è intervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 247 del 25 luglio 2011 (ud. del 20 luglio 2011), affermando, in sintesi, che:

  • il raddoppio dei termini consegue “dal mero riscontro di fatti comportanti l’obbligo di denuncia penale, indipendentemente dall’effettiva presentazione della denuncia o dall’inizio dell’azione penale.

  • i termini raddoppiati di accertamento non costituiscono una “proroga” di quelli ordinari, in quanto anch’essi sono “termini fissati direttamente dall