La gestione dei fondi vincolati e i vincoli di cassa

Tra l’ANCI e la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Toscana, si è posto un problema sulla corretta gestione dei fondi vincolati, con la necessità di distinguere le risorse che genericamente finanziano le spese del bilancio (in ossequio al principio di unicità del bilancio) e quelle che viceversa vanno a finanziare direttamente specifici interventi di spesa creando un collegamento diretto tra la risorsa che affluisce al bilancio e la spesa che con essa deve essere finanziata.

LA POSIZIONE DEI GIUDICI CONTABILI
In una serie di deliberazioni (ex plurimis Deliberazione n.96 depositata in data 05/05/2015) rivolte alla verifica delle relazioni dei revisori dei conti sui consuntivi dell’anno 2013, la Corte dei conti di controllo per la Toscana, richiama i Comuni, oggetto di verifica, ad un attento monitoraggio dei fondi vincolati precisando che:

Il bilancio deve garantire un equilibrio costante tra le spese e le entrate “generiche” (ordinarie e non) poiché, per il principio di unicità del bilancio, esse sono preordinate al finanziamento della generalità delle spese del bilancio. Al contempo deve essere garantito un equilibrio delle partite vincolate, in modo tale che il flusso di entrata di queste ultime sia sempre in grado di finanziare gli specifici interventi cui sono destinate per disposizione di legge e/o regolamentare o perché lo stesso ente le abbia in modo specifico destinate;

In merito alle entrate a specifica destinazione, il legislatore inserisce un vincolo che deve operare anche in termini di cassa. In altri termini, laddove una entrata corrente o di parte capitale abbia un collegamento diretto a specifiche spese, questa entrata deve essere esclusa dall’applicazione del principio di unicità del bilancio, andando a finanziare non più la generalità delle spese ma appunto specifici interventi in modo tale che sia garantita la copertura di cassa nel momento in cui tali interventi avranno la loro manifestazione anche monetaria;

Non risulta pertanto condivisibile, all’interno del genus delle entrate vincolate, tra entrate con un vincolo generico (operante solo in termini di competenza) ed entrate a specifica destinazione (per le quali il vincolo opererebbe sia sulla competenza che sulla cassa).  Per entrambe le tipologie di risorse, una volta che ne sia stata definita la destinazione specifica attraverso l’approvazione dei documenti di programmazione, si crea quel legame tra la risorsa prevista e poi accertata e la spesa programmata e poi impegnata che rende necessario non solo un vincolo sulla competenza del bilancio ma anche un vincolo in termini di cassa.

Il passaggio alla contabilità armonizzata conferma, inoltre, particolare attenzione riservata dal legislatore ai fondi vincolati e agli equilibri di cassa, precisando che:

Il d.lgs. n. 118/2011 ed in particolare il principio contabile applicato alla contabilità finanziaria, al punto 10.1, prescrive che “gli enti locali, ai sensi di quanto previsto dall’art. 180, comma 3, lettera d, del TUEL continuano ad indicare al tesoriere, attraverso l’ordinativo d’incasso, l’eventuale natura vincolata dei propri incassi. A riguardo, la riforma ha precisato che devono essere segnalate al tesoriere le riscossione a destinazione vincolata derivanti da legge, da trasferimenti e da prestiti”. In particolare,  il citato art.180 comma 3, lett.d) TUEL, prevede che l’ordinativo di incasso debba indicare, tra l’altro, “gli eventuali vincoli di destinazione delle entrate derivanti da legge, trasferimenti o prestiti”;

L’art. 195 del TUEL, relativo all’utilizzo di “entrate vincolate”, prevede che gli enti possano “disporre l’utilizzo, in termini di cassa, delle entrate di cui all’art. 180, comma 3, lettera d) per…

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