Appalti e normativa antimafia: pubblicazione degli elenchi delle imprese richiedenti l’iscrizione nelle white list

di Vincenzo Mirra

Pubblicato il 16 giugno 2015

le imprese che intendono partecipare a procedure di appalto pubblico devono essere iscritte nella white list che comprende i soggetti non compromessi con infiltrazioni mafiose
  1. Premessa.

L’articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ha disciplinato l’istituzione delle white list1, ovvero l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa per le attività imprenditoriali, individuate dal successivo comma 532, a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso.

Successivamente, il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (G.U. n. 144 del 24 giugno 2014), recante Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari, ha - tra l’altro - apportato modifiche alla predetta legge n. 190 del 2012, anche nella parte in cui disciplina le c.d. white list.

In sostanza il comma 1 dell’articolo 29 del predetto decreto-legge ha disposto l’obbligatoria acquisizione della comunicazione ed informazione antimafia, per le attività nei settori a maggior rischio di infiltrazioni mafiose, attraverso la consultazione, anche in via telematica, di apposito elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti nei medesimi settori.

L’incentivazione all’iscrizione in questi elenchi strettamente collegata all’obbligo, poc’anzi citato, di acquisire la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria attraverso la consultazione, anche telematica, dei citati elenchi, avrebbe potuto comportare un elevato numero di domande e dunque un rallentamento sia dei tempi per le verifiche prefettizie sia delle procedure di affidamento dei lavori.

Proprio con lo scopo di evitare tali situazioni, è stato introdotto un regime transitorio previsto dal comma 2 del menzionato articolo 29.

La norma in esame prevede che, per un periodo massimo di dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge, i soggetti di cui all’articolo 83, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (tra i quali, ad esempio, le stazioni appaltanti) possano - nei settori esposti a rischio - procedere all’affidamento di contratti o all’autorizzazione di subcontratti ritenendo sufficiente la mera richiesta di iscrizione alle white list.

Il Ministero dell’Interno, al fine di dare concreta attuazione alla menzionata normativa, ha disposto (con circolare n. 15006/2 del 28 luglio 2014) l’obbligatorietà per ogni Prefettura di pubblicare, sul proprio sito istituzionale, anche l’elenco delle imprese che hanno presentato richiesta di iscrizione alle white list, nelle more della definizione del procedimento di accertamento dei requisiti richiesti per l’iscrizione.



  1. I dubbi sulla pubblicazione dell’elenco delle imprese che hanno presentato richiesta di iscrizione alle white list.

L’articolo 8, comma 1 del decreto del Pres