L’incompatibilità del revisore dei conti all’esame dei giudici contabili

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 29 aprile 2015

partendo da un caso pratico, analisi delle specifiche cause di incompatibilità dei revisori negli enti locali

Un Comune si è posto il problema della compatibilità, ai sensi dell’art.236 TUEL, per un candidato revisore dei conti del Comune, a fronte del fatto che lo stesso era impiegato presso una società partecipata dallo stesso Comune, anche se con una quota minima. Al quesito ha risposto la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per il Piemonte, nella deliberazione n.53, depositata in data 25/03/2015.

 

LE IPOTESI DI INCOMPATIBILITA’

Il collegio contabile piemontese, evidenzia come l’art.236 TUEL rinvii, in tema di incompatibilità, anche alle disposizioni di cui art.2399 c.c. ed in particolare, per quanto riguarda il quesito le ipotesi da considerare sarebbero le seguenti:

  • ineleggibilità/decadenza, per “coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza” (art. 2399 c.c. comma 1, lett. c);

  • i componenti degli organi di revisione contabile non possono assumere incarichi o consulenze presso l'ente locale o presso organismi o istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo o vigilanza dello stesso” (art.236, comma 3, TUEL);

  • il revisore legale e la società di revisione legale che effettuano la revisione legale dei conti di una società devono essere indipendenti da questa e non devono essere in alcun modo coinvolti nel suo processo decisionale” (art.10, comma 1 e 2, d.lgs. 39/2010).

 

IL RAPPORTO TRA REVISORE E ENTE CONTROLLATO

Per quanto riguarda il rapporto tra l’organo di controllo e l’ente controllato, precisano i giudici contabili, l’articolo 2399 c.c. ritiene che l’indipendenza del revisore possa essere compromessa “da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita”, ovvero, con clausola di carattere generale, “da