Il FCDE e le nuove regole del Patto di Stabilità

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 27 aprile 2015

la Legge di Stabilità ha inserito il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità come rilevante al fine della determinazione del patto di stabilità interno: ecco cosa cambia per gli enti locali

Come si è avuto modo di precisare in diverse occasioni, la Legge di Stabilità ha inserito il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità come rilevante al fine della determinazione del patto di stabilità interno. L’ANCI ha avuto modo di precisare come, a seguito della conferenza Stato Città, siano state definite e concordate nuove regole per la determinazione del patto di stabilità per tutti i Comuni a partire dal 2015, anche se non ancora formalizzate con una specifica normativa. Qui di seguito si esamineranno le implicazioni e i dubbi ancora non risolti.



LE DUE QUOTE DEL PATTO

Seguendo l’impostazione della Conferenza Stato Città del 19/02/2015, l’obiettivo finanziario complessivo è stato distinto in due quote:

La prima quota, pari ad un valore del 60% rispetto all’obiettivo finanziario complessivo (pari a 2.191,8 Milioni di Euro), sarà ripartito per Comune sulla base della spesa corrente presa nel triennio 2009-2012, calcolando il valore medio su tre anni, eliminando l’anno del quadriennio citato che presenti valori anomali o eccezionali. La spesa corrente da prendere in considerazione non tiene conto dei seguenti valori : a) spesa per la raccolta e smaltimento rifiuti; b) spesa per il trasporto pubblico locale; c) sterilizzazione dei tagli subiti dal d.l.78/10 al d.l.66/2014.

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