Aprire un bed-&-breakfast nell’appartamento condominiale

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 29 novembre 2014

è possibile l'apertura dell’attività di bed and breakfast nell’appartamento sito in un condominio? Occorre oppure no verificare il regolamento condominiale a riguardo, in quanto tale attività non modifica la destinazione dell'immobile?

 Il regolamento condominiale non é più un ostacolo per l’apertura dell’attività di bed and breakfast nell’appartamento.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 24707 del 20 novembre 2014.

La Suprema Corte, che respinto il ricorso di un condominio romano, ha escluso che l’attività di bed and breakfast e affittacamere determini un mutamento delle destinazione d’uso degli immobili utilizzati come “civile abitazione” e implichi dunque conseguenze dannose per gli altri inquilini.

Dunque, la Cassazione ha sostanzialmente “liberalizzato” l’attività di affittacamere anche all’interno dei condomini, senza che l’assemblea possa impedirlo o vietarlo a monte.

Così, adesso, aprire un bed and breakfast all’interno di un edificio residenziale non potrà essere soggetto ad alcuna forma di restrizione. Ciascun condomino sarà libero di affittare a ore o a giorni il proprio appartamento o una o più camere. Questo poiché, a parere del giudice supremo, tale attività non si risolve in un mutamento della destinazione d’uso degli immobili utilizzati come “civile abitazione”. Né si può sostenere che tale business comporti conseguenze dannose per gli altri proprietari che vivono nello stesso palazzo, eccettuata, ovviamente, una prova contraria che dovrebbe comunque essere fornita da chi si oppone all’esercizio di detta attività.

Il ricorso in Cassazione si fondava sulle disposizioni del regolamento condominiale secondo cui “è fatto divieto di destinare gli appartamenti a uso diverso da quello di civile abitazione o di ufficio professionale privato” che dunque, secondo i condomini, avrebbe escluso l'esercizio di attività alberghiera.

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