Sanzioni irrogate dall'AAMS: qual'è il giudice competente?

Premessa.

Per poter argomentare adeguatamente sulla problematica, è necessario individuare la normativa di riferimento relativa all’illecito amministrativo, ossia la Legge 24 novembre 1981, n. 689, e quella inerente al processo tributario, di cui al Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Nello specifico, l’art. 2 del citato decreto legislativo, novellato dall’art. 12, c. 2, della Legge finanziaria per l’anno 2002 (n. 44 del 28 dicembre 2001), aveva disciplinato, non senza sollevare dubbi di carattere soprattutto applicativo, la competenza giurisdizionale per le sanzioni amministrative non tributarie irrogate dagli Uffici Finanziari.
La prefata normativa aveva stabilito che i giudici tributari fossero competenti a conoscere le controversie sia relative al pagamento dei tributi, sia quelle concernenti le sanzioni amministrative irrogate dagli Uffici finanziari.
A seguito di tale novità legislativa, la dottrina e la prassi amministrativa avevano però interpretato in senso restrittivo il dettato normativo limitando la competenza del giudice tributario alle sole sanzioni amministrative collegate, in maniera diretta o indiretta, all’ordinamento tributario.
In maniera analoga si era espressa l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 25/E del 21 marzo 2002), la quale aveva specificato che il giudice tributario fosse competente a conoscere le controversie in materia di sanzioni amministrative non tributarie, irrogate da Uffici finanziari, connesse comunque a violazioni di precetti relativi “all’ordinamento giuridico-tributario e attinenti alla gestione dei tributi”.
Tale interpretazione restrittiva escludeva dall’alveo della giurisdizione tributaria l’impugnazione di tutte quelle sanzioni amministrative non tributarie, anche se emanate da Uffici finanziari, le cui violazioni non fossero connesse con un pretesa tributaria o alla gestione dei tributi.

La Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. Un., n. 13902 del 14 giugno 2007.

La Sentenza in questione assume carattere di rilevo assoluto in quanto, discostandosi dall’orientamento fino ad ora esposto, poneva le basi per una modifica interpretativa della problematica in essere.
La Suprema Corte, fornendo un’interpretazione estensiva dell’art. 2 del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, nella parte relativa alle sanzioni amministrative, aveva posto al centro della discissione l’organo che irroga la sanzione. In sostanza, secondo la citata Corte, la norma in questione estendeva la giurisdizione dei giudici tributari anche per le controversie le cui violazioni fossero diverse da quelle tributarie, sulla base del semplice collegamento con l’organo che irrogava le sanzioni amministrative.
La condicio sine qua non affinché la giurisdizione delle Commissioni tributarie fosse applicata anche alle controversie relative a sanzioni amministrative non tributarie, era l’irrogazione di dette sanzioni da parte di un Ufficio finanziario.
L’effetto dirompente di tale interpretazione legislativa era presto detto: le citate Commissioni tributarie avrebbero dovuto decidere sia su liti aventi ad oggetto tributi di ogni genere, sia su sanzioni inerenti illeciti amministrativi di varia natura, qualora emanate da Uffici finanziari.

La Circolare n.198 del 2007 dell’AAMS.

Non era esclusa da tali effetti tutta l’attività posta in essere dall’AAMS, che già da tempo aveva acquisito la qualifica di Ufficio finanziario1, la quale avrebbe dovuto ricondurre sotto la giurisdizione tributaria tutte le controversie relative a sanzioni amministrative da essa irrogate, anche se connesse a “violazioni diverse da quelle più direttamente tributarie”.
Pertanto, la stessa AAMS interviene con la Circolare n. 198 nel 2007 al fine di fornire le istruzioni operative sulla controversa materia, tenuto …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it