L'utilizzo delle economie del fondo integrativo: Il falso problema della distinzione tra parte stabile e parte variabile

Malgrado alcuni principi siano stati discussi ed esaminati da diversi anni, ancora oggi non appare chiaro quale comportamento devono avere gli enti locali per un corretto utilizzo delle risorse decentrate, qualora le stesse non siano state spese nell’anno di riferimento. Sull’argomento è intervenuta l’ARAN, l’unica a potersi esprimere sulla correttezza dell’utilizzo delle risorse nei confronti della parte pubblica, successivamente la Ragioneria Generale dello Stato ed infine alcune sezioni regionali della Corte dei Conti. Proprio in merito alla Corte dei Conti, benché la stessa non abbia il potere di intervenire sulla corretta applicazione degli istituti contrattuali, in un recente parere la sezione regionale di controllo per la Puglia, nella deliberazione n.110 del 28/05/2014, ha cercato di chiarire la corretta utilizzazione delle economie del fondo delle risorse decentrate. In particolare il collegio contabile pugliese è stato chiamato ad esprimere un proprio parere sulle disposizioni di cui all’art.17, comma 5, CCNL  01/04/99 il quale dispone che “Le somme non utilizzate o non attribuite con riferimento alle finalità del corrispondente esercizio finanziario sono portate in aumento delle risorse dell’anno successivo”. Interessante è qui esaminare i punti fermi della normativa per poi passare in rassegna le interpretazioni non sempre uniformi.

I punti fermi

LE ECONOMIE DEL FONDO SONO FUORI DAL LIMITI DEL D.L.78/2010

Le eventuali economie del fondo delle risorse decentrate portate ad incremento una tantum nell’anno successivo non sono soggette alle limitazioni di cui all’art. 9 c. 2-bis del D.L.78/2010. Su tale argomento è recentemente intervenuta anche l’ARAN che ha reso pubblica una tabella excel nella quale i singoli comuni hanno la possibilità di verificare quali risorse sono considerate escluse e quali invece devono essere inserite al fine di verificare i limiti del citato decreto. Il collegio contabile pugliese evidenzia, a tal riguardo, come nelle Note applicative alla Circolare Ragioneria Generale dello Stato n. 25 del 19 luglio 2012 ed in particolare nello schema di relazione tecnico finanziaria, ove al modulo III relativo all’esemplificazione dello “Schema generale riassuntivo del Fondo per la contrattazione integrativa e confronto con il corrispondente Fondo certificato anno precedente”, alla Tabella 1 recante “Schema generale riassuntivo di costituzione del Fondo. Anno 2013 e confronto con il corrispondente Fondo certificato 2012. Amministrazione XXX” nella parte dedicata alle “Poste variabili non sottoposte all’art 9 comma 2-bis della legge 122/2010”, viene prevista una apposita voce dedicata alle “Economie Fondo anno precedente”. Pertanto, gli enti locali, in sede di determinazione del tetto massimo delle risorse destinate al fondo 2010 che costituisce limite invalicabile previsto dal legislatore con il comma 2 bis, devono necessariamente tener conto di tutte quelle somme, come prevede la norma, “destinate” annualmente al trattamento accessorio del personale; nell’ambito di tale importo vanno anche computate le “cd. economie”, purché quantificate formalmente attraverso una ricognizione amministrativa, volta ad asseverare l’accertamento della presenza di tali risorse nel fondo, dell’anno precedente, ed il loro definitivo mancato utilizzo.

I punti controversi

UTILIZZO DELLE SOLE ECONOMIE DI PARTE STABILE
Secondo l’interpretazione del collegio contabile pugliese solo le economie discendenti dalla mancata utilizzazione della parte stabile possono essere legittimamente trasportate nell’anno successivo. In particolare vengono esaminate le due diverse economie realizzate sul fondo delle risorse decentrate:

  • Economia posizione organizzative. Poiché le economie derivanti dalla mancata attivazione delle posizioni organizzative sono riconducibili alla parte stabile del fondo e quindi, le stesse possono essere destinate ad incrementare la parte variabile del fondo “una tantum” nell’anno successivo, previa, se…

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