I limiti alla deducibilità dei compensi amministratori

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 15 luglio 2014

secondo il Fisco, per dedurre i compensi erogati agli amministratori, la società deve deliberarli espressamente, non basta che approvi il bilancio che contabilizza i compensi erogati senza delibera

La Corte di Cassazione, con la sentenza 18 giugno 2014, n. 13844, ritorna sulla vexata questio relativa ai compensi agli amministratori, fissando dei limiti



La sentenza di secondo grado

In ordine alle spese per emolumenti corrisposti all'amministratore non inerenti, la sentenza motivava “nel senso che l'entità degli emolumenti all'amministratore, se pur non preventivamente deliberati, poteva essere determinata in sede di approvazione di bilancio, essendo quanto previsto dall'art. 2389 c.c. dettato a tutela dei soci, e non essendo applicabile in sede fiscale”.

 

La sentenza della Cassazione

Nella sentenza impugnata si afferma che il compenso dell'amministratore, pur se non preventivamente deliberato, può venire approvato in sede di approvazione del bilancio. Detta tesi è censurata dal ricorrente “non invocando il principio di diritto secondo cui qualora la misura del compenso degli amministratori di società di capitali non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio (Cass. s. u. 29 agosto 2008, n. 21933; conformi le pronunce d