Il ruolo dei revisori dei conti nella verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate

Interessante parere della Corte dei Conti sull’esatta portata delle disposizioni di cui all’articolo 6, comma 4, del D.L. n. 95/2012 in merito all’individuazione degli organi di revisione chiamati ad asseverare la nota informativa, ivi prevista, contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l’Ente e le società partecipate. In particolare il citato articolo testualmente recita “a decorrere dall’esercizio finanziario 2012, i Comuni e le Province allegano al rendiconto della gestione una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l’Ente e le società partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia adottano senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie”.
Sui contenuti e le linee guida di tale disposizione è stata chiama ad esprimersi la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, nella deliberazione n.156 depositata in data 15/04/2014.

I PRECEDENTI DELLA CORTE
Le motivazioni della norma invocata dal comune istante si rinvengono già in altri pareri della stessa sezione regionale (cfr. parere n. 479/2013/PAR), dove si era precisato che “nell’ottica di un sempre maggiore controllo sugli strumenti societari, spesso utilizzati per scopi poco nobili (elusione dei vincoli di finanza pubblica), la norma sopra riportata si pone l’obiettivo di arginare il disallineamento delle poste debitorie e creditorie che spesso si riscontra nei bilanci della partecipata e dell’ente pubblico socio. L’obiettivo, pertanto, è quello di offrire dati certi circa i rapporti finanziari tra l’ente pubblico e la partecipata; e di stimolare, se necessario, processi di correzione di eventuali discordanze”. Inoltre, in altro parere reso, sempre dalla sezione regionale sull’argomento (cfr. parere n. 419/2012/PAR), dal tenore letterale della disposizione, assuma precipua rilevanza l’assoluta indipendenza che deve caratterizzare gli organi di revisione degli enti locali, “al fine di garantire la veridicità delle reciproche posizioni debitorie-creditorie rappresentate”. Da ciò discende che l’ente partecipante non può esimersi dal porre in essere un effettivo e costante monitoraggio sull’andamento della società partecipata, tenuto conto non solo della natura pubblica, ma altresì sia delle relative risorse sia del servizio svolto, ma anche, e soprattutto, della qualità di socio, con i correlativi compiti di vigilanza e controllo, che da tale qualifica discendono.

IL RUOLO DEI REVISORI DEI CONTI
Sottolinea il collegio contabile come nella Relazione illustrativa al D.L. n. 95/2012, si legge che la stessa, insieme al successivo comma 5, sono volte «al conseguimento di positivi risultati, in termini di trasparenza e veridicità delle spese degli enti locali per il mantenimento delle strutture societarie, stabilendo l’obbligo per i revisori dei conti di seguire i principi di revisione contabile relativi alla “circolarizzazione dei crediti e dei debiti”». Ora per circolazione dei crediti e debiti, si intende una procedura di conferma esterna finalizzata all’ottenimento e alla successiva valutazione di una comunicazione diretta fornita da una parte terza a fronte di una richiesta, da parte dell’organo di revisione, di informazioni su aspetti riguardanti una particolare voce, operazione o dato, che vengono ad incidere su asserzioni di bilancio. A tale procedura viene riconosciuto precipuo rilievo, non solo nei principi di revisione internazionali (Isa), ma anche dai principi di revisione nazionali (PR…

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