Il ruolo dei revisori dei conti nella verifica dei crediti e debiti reciproci tra l’Ente e le società partecipate

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 15 maggio 2014

il revisore dei conti è chiamato a garantire, in concreto, il perseguimento dell’obiettivo di arginare il disallineamento delle poste debitorie e creditorie tra società partecipata ed ente locale

Interessante parere della Corte dei Conti sull’esatta portata delle disposizioni di cui all’articolo 6, comma 4, del D.L. n. 95/2012 in merito all’individuazione degli organi di revisione chiamati ad asseverare la nota informativa, ivi prevista, contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate. In particolare il citato articolo testualmente recita “a decorrere dall'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le Province allegano al rendiconto della gestione una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia adottano senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie”.

Sui contenuti e le linee guida di tale disposizione è stata chiama ad esprimersi la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, nella deliberazione n.156 depositata in data 15/04/2014.



I PRECEDENTI DELLA CORTE

Le motivazioni della norma invocata dal comune istante si rinvengono già in altri pareri della stessa sezione regionale (cfr. parere n. 479/2013/PAR), dove si era precisato che “nell’ottica di un sempre maggiore controllo sugli strumenti societari, spesso utilizzati per scopi poco nobili (elusione dei vincoli di finanza pubblica), la norma sopra riportata si pone l’obiettivo di arginare il disallineamento delle poste debitorie e cre