Il problema della delega di firma: l'accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell'ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato

Con la sentenza n. 654 del 15 gennaio 2014 (ud. 6 novembre 2013) la Corte di Cassazione ha confermato che “l’atto tributario è nullo, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42, se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio titolare ma di un funzionario, quale il direttore tributario, di nona qualifica funzionale, incombe all’amministrazione dimostrare, in caso di contestazione, il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell’ufficio, poichè il solo possesso della qualifica non abilita il direttore tributario alla sottoscrizione, dovendo il potere di organizzazione essere in concreto riferibile al capo dell’ufficio (v., dopo Cass. n. 14626-00 e n. 14195-00, soprattutto Cass. n. 14942-13 e n. 17400-12)”.
Pur se detto orientamento è stato messo in discussione da una recente che ha affermato che, “ferma la nullità dell’atto che non rechi la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato l’amministrazione non sarebbe tenuta, in verità, a dimostrare la sussistenza della delega in caso di contestazione, avendo l’atto natura sostanziale e non attenendo, la questione, al profilo della legittimazione processuale (Cass. n. 17044-13)“, osserva il Collegio che il contrasto sulla questione della prova della delega non rileva nel caso di specie, “giacchè la commissione tributaria regionale ha accertato … che gli atti erano stati comunque nella specie sottoscritti nell’esercizio del potere sostitutivo da parte del funzionario sottoscrittore, per essere sia il direttore dell’ufficio, sia il capo area, assenti per ferie. La commissione regionale al riguardo ha evidenziato essere stata riscontrata l’avvenuta comunicazione dirigenziale, con apposita nota, del periodo di assenza dall’ufficio per spese. E non connota di insufficienza una simile motivazione la circostanza che non sia stato specificato ‘a quale ufficio e a quale periodo di ferie facesse riferimento la comunicazione’ detta”.

Brevi note
La Corte di Cassazione, nel corso di questi anni, ha avuto modo di far sentire la sua voce.

Con la sentenza n. 13512 del 18 maggio 2011 la Corte di Cassazione ha affermato che “l’avviso di accertamento ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, comma 1, deve essere sottoscritto dal capo dell’Ufficio … o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato nell’esercizio dei poteri amministrativi (Cass. n. 18515 del 2010); che gli ordini di servizio emessi dal direttore a tal fine hanno valore di delega, derivando dal potere organizzativo ad esso proprio, ed in quanto tale idonea a trasmettere il potere di sottoscrizione ai sensi di cui sopra; che quindi, ove sia esplicitata la volontà dirigenziale (requisito non contestato in sentenza) l’atto ha necessariamente valenza esterna derivando tale valore direttamente dal comma 1 della legge citata; che la mancanza di una sottoscrizione del direttore sugli ordini di servizio non ha rilievo, in quanto, in mancanza di espressa disposizione di legge che ponga tale requisito a pena di nullità (a differenza dalla ipotesi di cui sopra) vale il consolidato principio che “ l’atto amministrativo esiste come tale allorchè i dati emergenti dal procedimento amministrativo consentano comunque di ritenerne la sicura provenienza dall’amministrazione e la sua attribuibilità a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive, salva la facoltà dell’interessato di chiedere al giudice l’accertamento dell’effettiva provenienza dell’atto stesso dal soggetto autorizzato a formarlo. Ne consegue che il difetto di sottoscrizione autografa dell’atto amministrativo non è, di per sè, motivo di invalidità …

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