Ancora sulla differenza tra passività pregresse e debiti fuori bilancio: l’ipotesi di aumento del capitale sociale di società partecipata.

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 20 febbraio 2014

la linea di demarcazione tra passività pregresse e debiti fuori bilancio è stata sempre oggetto di attenzione da parte della magistratura contabile, al fine di definire in modo esatto le componenti da considerare per una corretta rappresentazione contabile dei debiti contratti dalle amministrazioni

La linea di demarcazione tra passività pregresse e debiti fuori bilancio è stata sempre oggetto di attenzione da parte della magistratura contabile (ex multis bilancioecontabilita.it 04/09/2013), al fine di definire in modo esatto le componenti da considerare per una corretta rappresentazione contabile dei debiti contratti dalle amministrazioni. Sull’argomento si sofferma anche il recente parere della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, nella deliberazione n.41 depositata in data 05/02/2014.



PASSIVITA’ PREGRESSE E DEBITI FUORI BILANCIO

Secondo il collegio contabile la distinzione può essere così riassunta:

  • Le passività pregresse si collocano all’interno di un ordinario procedimento di spesa (art. 183 Tuel), si tratta, infatti, di spese per le quali l’ente locale ha proceduto a un regolare impegno, ma che, per fatti non prevedibili, di norma collegati alla natura della prestazione, hanno dato luogo a un debito non assistito da idonea copertura (art. 191 Tuel), che può rilevare come mancanza o come insufficienza dell’impegno contabile. In tal caso, l’ente locale dovrà