Dall’1 gennaio 2014 sono aumentati i contributi de minimis: ecco le nuove regole

di Vito Dulcamare

Pubblicato il 18 gennaio 2014

aumenta da 200mila a 500mila, a partire dal 1° gennaio 2014, il limite degli aiuti de minimis dei quali le imprese possono fruire nell’arco di un triennio: le regole per godere di tali benefici

Aumenta da 200.000 a 500.000, a partire dal 1° gennaio 2014, il limite degli aiuti de minimis dei quali le imprese possono fruire nell’arco di un triennio.

L’aumento, però, non riguarda tutti i potenziali beneficiari ma solo le imprese che esercitano attività di servizi di interesse economico generale (SIEG).

Aumenta anche da 7.500 a 15.000 il limite de minimis per il settore della produzione agricola primaria.

Per tutte le altre tipologie di attività, al momento, restano invariati gli attuali limiti previsti dalle diverse discipline.



1.Regola de minimis

Il sistema comunitario degli aiuti di Stato alle imprese prevede una deroga generalizzata alla disciplina dei limiti di intensità, deroga conosciuta appunto con il nome di regola de minimis, nei casi di incentivi ritenuti non idonei a falsare o a minacciare di falsare la libera concorrenza all’interno della Comunità, condizione che, secondo le norme comunitarie, si verifica nei casi di ridotti investimenti.

Nei casi di ridotti investimenti, infatti, l’Unione europea, ritenendo gli stessi non idonei a falsare la concorrenza, ha consentito la deroga all’obbligo del rispetto dei limiti di intensità, al fine di facilitare l’accesso alle agevolazioni, il che esclude anche l’obbligo per ogni singolo Stato della preventiva notifica alla Commissione europea.

Il limite comprende qualsiasi aiuto (statale, regionale, ecc.) accordato quale aiuto <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>; la qualificazione di aiuto <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>generalmente è contenuta nello stesso provvedimento legislativo che dispone l’incentivazione.

Ai fini della determinazione dell’importo complessivo, bisogna quindi tenere conto di tutti gli aiuti <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>di cui l’impresa ha usufruito nel triennio, indipendentemente dalla forma di erogazione e dalla finalità (contributo in conto capitale, credito d’imposta, <RGC c='CVO'> bonus </RGC>fiscale, contributo in conto esercizio, contributo in conto canoni, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato, concessioni di garanzia).

I regolamenti comunitari prevedono che ogni singolo Stato possa erogare l’aiuto qualificato <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>solo dopo avere accertato che il nuovo aiuto non fa superare, nel periodo di riferimento di tre periodi, il limite previsto per la particolare attività; a tale proposito, alcune discipline agevolative (nazionali e regionali) prevedono l’obbligo di compilare e allegare alla richiesta degli incentivi un particolare prospetto da cui emerga l’ammontare degli aiuti <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>usufruiti nel triennio.

L’applicazione della regola <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>non pregiudica il diritto dell’impresa di ricevere, anche per uno stesso progetto, altri aiuti di Stato autorizzati dalla Commissione europea o altre tipologie di aiuti per i quali non sia comunque previsto un divieto di cumulo.



2.Riepilogo discipline in vigore nel 2014

Il limite degli aiuti fruibili con la regola de minimis varia in relazione all’attività svolta da ciascuna impresa.

Attualmente, dopo le modifiche recentemente intervenute e che sono immediatamente operative in ogni singolo Paese, non avendo i regolamenti comunitari nessuna necessità di esser recepiti, il quadro generale degli aiuti de minimis è il seguente:



Settore

Limite

triennale

Reg.

Ambito

temporale

Tutti

(ad eccezione dei successivi)

200.000

1407/2013

01/01/2014-31/12/2016

Agricolo

15.000

1408/2013

01/01/2014-31/12/2016

Pesca

30.000

875/2007

fino al 31/12/2013

con ulteriore proroga di sei mesi (in attesa del nuovo regolamento)

Trasporto merce

(ma solo per i mezzi attivi)

100.000

1407/2013

01/01/2014-31/12/2016

Servizi interesse economico generale

(SIEG)

500.000

360/2012

01/01/2014-31/12/2016



Relativamente ai settori di applicazione, vanno evidenziate le seguenti precisazioni contenute nei citati regolamenti:

  • i settori dell’agricoltura e della pesca comprendono solo le attività di produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura,

  • le attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli rientrano nella regola generale, considerando che sono comunque considerate agricole le attività le attività di preparazione dei prodotti alla prima vendita effettuate nelle aziende agricole, come la raccolta, il taglio e la trebbiatura dei cereali o l’imballaggio delle uova, né la prima vendita a rivenditori o imprese di trasformazione,

  • per il settore del trasporto merci, gli aiuti de minimis non possono essere utilizzati per l’acquisto di veicoli destinati al trasporto di merci su strada,

  • se un’impresa che effettua trasporto di merci su strada per conto terzi esercita anche altre attività soggette al massimale di 200 000 EUR, all’impresa si applica tale massimale, a condizione che lo Stato membro interessato garantisca, con mezzi adeguati quali la separazione delle attività o la distinzione dei costi, che l’attività di trasporto di merci su strada non tragga un vantaggio superiore a 100 000 EUR e che non si utilizzino aiuti de minimis per l’acquisto di veicoli destinati al trasporto di merci su strada,

  • se un’impresa opera sia in settori esclusi dal campo di applicazione della regola de minimis che in altri settori o attività, il presente regolamento deve applicarsi solo a questi altri settori o attività, a condizione che lo Stato membro interessato garantisca, con mezzi adeguati quali la separazione delle attività o la distinzione dei costi, che le attività esercitate nei settori esclusi non beneficiano di aiuti de minimis,

  • per i SIEG si veda il paragrafo 5.

In ogni caso, i regolamenti de minimis non si applicano:

- a favore di attività connesse all’esportazione, nel senso che non possono essere concessi aiuti <RGC c='CVO'> de minimis </RGC>in relazione alle quantità di merci esportate, alla costituzione e gestione di reti di distribuzione e a fronte di altre spese correnti connesse all’attività di esportazione;

- in relazione agli aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti importati;

- alle imprese del settore carboniero;

- alle imprese in difficoltà finanziarie.



3. Triennio mobile

Per quanto riguarda l’individuazione del triennio nel corso del quale gli aiuti de minimis non devono superare il limite per ciascuna attività, i citati Regolamenti precisano quanto segue:

  • che il massimale è considerato nell’arco di tre esercizi finanziari, il che porta a dover considerare il periodo di imposta dell’impresa e non l’a