Dall'1 gennaio 2014 sono aumentati i contributi de minimis: ecco le nuove regole

Aumenta da 200.000 a 500.000, a partire dal 1° gennaio 2014, il limite degli aiuti de minimis dei quali le imprese possono fruire nell’arco di un triennio.
L’aumento, però, non riguarda tutti i potenziali beneficiari ma solo le imprese che esercitano attività di servizi di interesse economico generale (SIEG).
Aumenta anche da 7.500 a 15.000 il limite de minimis per il settore della produzione agricola primaria.
Per tutte le altre tipologie di attività, al momento, restano invariati gli attuali limiti previsti dalle diverse discipline.

1.Regola de minimis
Il sistema comunitario degli aiuti di Stato alle imprese prevede una deroga generalizzata alla disciplina dei limiti di intensità, deroga conosciuta appunto con il nome di regola de minimis, nei casi di incentivi ritenuti non idonei a falsare o a minacciare di falsare la libera concorrenza all’interno della Comunità, condizione che, secondo le norme comunitarie, si verifica nei casi di ridotti investimenti.
Nei casi di ridotti investimenti, infatti, l’Unione europea, ritenendo gli stessi non idonei a falsare la concorrenza, ha consentito la deroga all’obbligo del rispetto dei limiti di intensità, al fine di facilitare l’accesso alle agevolazioni, il che esclude anche l’obbligo per ogni singolo Stato della preventiva notifica alla Commissione europea.
Il limite comprende qualsiasi aiuto (statale, regionale, ecc.) accordato quale aiuto <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>; la qualificazione di aiuto <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>generalmente è contenuta nello stesso provvedimento legislativo che dispone l’incentivazione.
Ai fini della determinazione dell’importo complessivo, bisogna quindi tenere conto di tutti gli aiuti <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>di cui l’impresa ha usufruito nel triennio, indipendentemente dalla forma di erogazione e dalla finalità (contributo in conto capitale, credito d’imposta, <RGC c=’CVO’> bonus </RGC>fiscale, contributo in conto esercizio, contributo in conto canoni, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato, concessioni di garanzia).
I regolamenti comunitari prevedono che ogni singolo Stato possa erogare l’aiuto qualificato <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>solo dopo avere accertato che il nuovo aiuto non fa superare, nel periodo di riferimento di tre periodi, il limite previsto per la particolare attività; a tale proposito, alcune discipline agevolative (nazionali e regionali) prevedono l’obbligo di compilare e allegare alla richiesta degli incentivi un particolare prospetto da cui emerga l’ammontare degli aiuti <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>usufruiti nel triennio.
L’applicazione della regola <RGC c=’CVO’> de minimis </RGC>non pregiudica il diritto dell’impresa di ricevere, anche per uno stesso progetto, altri aiuti di Stato autorizzati dalla Commissione europea o altre tipologie di aiuti per i quali non sia comunque previsto un divieto di cumulo.

2.Riepilogo discipline in vigore nel 2014
Il limite degli aiuti fruibili con la regola de minimis varia in relazione all’attività svolta da ciascuna impresa.
Attualmente, dopo le modifiche recentemente intervenute e che sono immediatamente operative in ogni singolo Paese, non avendo i regolamenti comunitari nessuna necessità di esser recepiti, il quadro generale degli aiuti de minimis è il seguente:

Settore

Limite
triennale

Reg.

Ambito
temporale

Tutti
(ad eccezione dei successivi)

200.000

1407/2013

01/01/2014-31/12/2016

Agricolo

15.000

1408/2013

01/01/2014-31/12/2016

Pesca

30.000

875/2007

fino al 31/12/2013
con ulteriore proroga di sei mesi (in attesa del nuovo regolamento)

Trasporto merce…

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