Il ricorso a prestazioni di lavoro intermittente è caratterizzato da prestazioni discontinue, da rendersi secondo le necessità del datore di lavoro

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 8 ottobre 2013

le regole per la gestione del lavoro intermittente sono complesse: analizziamo il particolare caso di applicabilità agli addetti agli inventari

La disciplina del contratto di lavoro intermittente (meglio conosciuto come lavoro a chiamata o job on call - disciplinato dagli artt. 34 e ss. del DLgs. 276/2003) è stata ulteriormente ritoccata dal recente “decreto Lavoro”. Prima di passare in rassegna le novità apportate da quest’ultimo intervento legislativo, è bene ricordare che il lavoro intermittente rappresenta un particolare modello di lavoro subordinato caratterizzato da prestazioni discontinue da rendersi secondo le necessità del datore di lavoro, nel rispetto delle causali di utilizzo individuate dalla contrattazione collettiva, ovvero dalle norme interne, in assenza dei predetti accordi di natura sindacale.

Su tale tipologia contrattuale è intervenuta, l’estate scorsa, la legge di riforma del mercato del lavoro (Legge 92/2012), la quale ha introdotto talune disposizioni tese a limitare l’utilizzo di tale strumento solamente nei casi di reale necessità. Per effetto delle modifiche apportate, a decorrere dal 18.07.2012 (entrata in vigore della legge n. 92/2012), è