Compensi occasionali e ritenute d’acconto

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che, nel caso in cui vengano erogati esclusivamente rimborsi spese a soggetti con i quali si intrattengono rapporti occasionali, non è necessario applicare la ritenuta d’acconto del 20%, e ciò contrariamente a quanto veniva effettuato nel passato.

Si tratta, come prevede la risoluzione n. 49/ del 11 luglio 2013, di una soluzione dettata da esigenze di semplificazione, quindi con carattere di natura innovativa.

Le conclusioni valgono sia quando le spese sono:

– sostenute dal collaboratore e poi rimborsate dal committente;

– direttamente sostenute dal committente.

In particolare, secondo l’Agenzia delle entrate, i rimborsi spese per prestazioni occasionali non devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto e, parallelamente, il percipiente non é tenuto ad indicare tali somme percepite nella dichiarazione dei redditi.

Nel caso di specie, risolto dalla citata risoluzione, l’Istituto Italiano di Tecnologia, nell’ambito delle proprie attività, invita spesso docenti e ricercatori a svolgere seminari scientifici (c.d. invited speakers), con l’obiettivo di favorire la divulgazione e lo scambio reciproco delle conoscenze.

A questi non viene corrisposto alcun compenso ma esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per viaggio, vitto e alloggio.

In alternativa l’Istituto anticipa le spese stesse sostenendole direttamente anziché rimborsarle successivamente.

Considerando, quindi, che i docenti invitati non percepiscono reddito imponibile, l’Istituto ha richiesto un parere in merito all’applicabilità o meno della ritenuta alla fonte prevista dall’art. 25 del DPR n. 600/1973, sia in caso di rimborso spese sia in caso di spese anticipate.

Nel presente caso di attività occasionali di carattere sostanzialmente gratuito, poiché il compenso è pari alle spese sostenute, l’Istituto non deve assoggettare alla ritenuta alla fonte (di cui all’art. 25 del DPR n. 600/73) i rimborsi spese di viaggio, vitto, e alloggio, nell’ipotesi in cui le spese stesse siano solamente quelle strettamente necessarie per lo svolgimento dei seminari, previa acquisizione dei titoli certificativi delle spese.

Tale soluzione è applicabile anche nell’ipotesi in cui le spese siano direttamente anticipate dall’Istituto.

L’Agenzia chiarisce anche che il percipiente non è tenuto a riportare dette somme e le corrispondenti spese nella dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui gli “invited speakers” siano soggetti fiscalmente non residenti nel territorio dello Stato.

Tali semplificazioni non sono invece applicabili quando il compenso, anche nella forma di spese rimborsate o anticipate dal committente, supera le spese necessarie per lo svolgimento dell’attività occasionale, facendo venire meno il carattere sostanzialmente gratuito dell’attività stessa.

In questo caso, l’intero importo erogato dal committente costituirà reddito di lavoro autonomo occasionale assoggettabile a ritenuta, ai sensi del citato art. 25 del DPR n. 600/1973.

 

 

Situazioni che si possono presentare

Casistica

Committente

 

Percettore

(non lavoratore autonomo abituale)

Il committente sostiene direttamente le spese di viaggio, vitto e alloggio

Non viene erogato alcun compenso, per conseguenza non va operata la ritenuta

Non percepisce alcun compenso, per conseguenza non compila la dichiarazione

Il percettore sostiene direttamente le spese di viaggio, vitto e alloggio e ne chiede il rimborso

Non viene erogato alcun compenso, per conseguenza non va operata la ritenuta.

Si dovrà acquisire la documentazione comprovante le spese.

Non percepisce alcun compenso, per conseguenza  non compila la dichiarazione.

Dovrà consegnare al committente il giustificativo delle spese sostenute per ottenerne il rimborso

 

 

La suddetta risoluzione sottolinea che il meccanismo funziona solo nel caso in cui il rimborso sia di misura esattamente pari alle spese sostenute.

Se ad es. un lavoratore…

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