Il rendimento energetico in edilizia: approvati i regolamenti

il Consiglio dei Ministri ha approvato ha completato il recepimento della direttiva comunitaria sul rendimento energetico in edilizia mediante l’adozione di una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici; fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica; definizione di “edifici a energia quasi zero”, ovvero ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo e coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del sistema (dell’edificio); adozione di un sistema di certificazione degli edifici; adozione delle misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche degli impianti riscaldamento/climatizzazione degli edifici (Fabrizio Stella & Antonio Federico)

  1. Premessa.

Arrivano finalmente in Gazzetta i due Regolamenti, approvati dal Consiglio dei Ministri1 su proposta del Ministro per lo sviluppo economico di concerto con i Ministri competenti, di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 1922, così uniformando le norme italiane alla direttiva europea sul rendimento energetico in edilizia prevista dalla direttiva n. 2002/91/CE3 relativa al rendimento energetico nell’edilizia.

La direttiva persegue “il miglioramento del rendimento energetico degli edifici nel territorio comunitario con riferimento alla climatizzazione degli ambienti interni, al conseguente contenimento delle risorse energetiche necessarie e dei relativi costi nonché alla promozione e allo sviluppo della produzione e alla competitività delle aziende nazionali“.

Con questi ultimi due decreti si completa il quadro delle disposizioni attuative di cui all’articolo 4 del citato decreto legislativo, che comprende il:

  • D.P.R. 2 aprile 2009, n. 594 – Regolamento di attuazione di cui al comma 1, lettere a – b concernente i criteri generali, le metodologie di calcolo ed i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici e sanitari5;

  • decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 20096Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, come modificato, nell’allegato A del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 novembre 20127;

  • decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 – Attuazione della direttiva 2006/32/CE8 relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE9, che disciplina in via transitoria i requisiti dei soggetti certificatori10.

Nel dettaglio l’articolo 4 prevede l’adozione di criteri generali, di una metodologia di calcolo e requisiti della prestazione energetica:

1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, sono definiti: a) i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell’allegato «B» e della destinazione d’uso degli edifici. Questi decreti disciplinano la progettazione, l’installazione, l’esercizio, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari e, limitatamente al settore terziario, per l’illuminazione artificiale degli edifici; b) i criteri generali di prestazione energetica per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonché per l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell’allegato «B» e della destinazione d’uso degli edifici; c) i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione. I requisiti minimi sono rivisti ogni cinque anni e aggiornati in funzione dei progressi della tecnica. 2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, acquisita l’intesa con la Conferenza unificata, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche, di seguito denominato CNR, l’Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente, di seguito denominato ENEA, il…

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