Convalida delle dimissioni: un pratico vademecum

Premessa generale

La Convalida delle dimissioni e della risoluzione consensuale è entrata in vigore dal 18 luglio 2012; fermo restando il concetto che durante la gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino le dimissioni devono essere convalidate dal servizio Ispettivo del Ministero del Lavoro o dai Centri per l’impiego; in alternativa le dimissioni sono condizionate alla sottoscrizione di apposita dichiarazione da trasmettere con la comunicazione di cessazione del rapporto allo stesso Centro per l’Impiego (entro 30 giorni dal licenziamento il datore di lavoro deve invitare il lavoratore a recarsi presso la DTL o presso il Centro per l’impiego al fine di validare le dimissioni o in alternativa deve essere invitato alla sottoscrizione della modulistica di cui sopra) e se entro 7 giorni dalla richiesta fatta dalla DTL o dal Centro per l’impiego il lavoratore non adempie il rapporto si intende risolto (durante il periodo di sette giorni il lavoratore può anche revocare le dimissioni). La necessità della convalida delle dimissioni volontarie o consensuali si estende a tutti i lavoratori ed il datore di lavoro che abusi delle famose “dimissioni in bianco” è punito con una sanzione amministrativa che varia da euro 5.000 ad euro 30.000 emanata dalla DTL territoriale.

 

Entrando nel dettaglio della norma la legge n. 92-2012 ha modificato in maniera radicale la disciplina delle dimissioni:

  1. uno dei punti fondamentali riguarda le dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino (ovvero primi tre anni di accoglienza, affidamento o adozione) che devono essere convalidate dal servizio ispettivo territorialmente competente (prima il periodo era di un anno);

  2. la seconda novità importante riguarda invece la generalità dei lavoratori che devono convalidare le proprie dimissioni,a far data dal 18 luglio 2012, secondo una delle seguenti modalità:

  • presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio;

  • presso ilCentro per l’Impiego competente per territorio;

  • presso le sedi individuate dalla contrattazione collettiva nazionale stipulata a cura delle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale;

  • mediante sottoscrizione da parte del lavoratore della ricevuta di comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro che il datore effettua al Centro per l’Impiego.

 

Al fine di meglio inquadrare la problematica si cerca di analizzare alcuni aspetti della normativa attraverso la risposta ad apposite domande con lo scopo di chiarire i punti principali che interessano lavoratori ed aziende.

 

Come deve fare dal 18 luglio 2012 un lavoratore per dare le dimissioni?

Non cambia niente rispetto al passato: il lavoratore è libero di dare le proprie dimissioni e vi è da dire che la Legge n. 92/2012 non detta regole circa l’obbligatorietà della forma scritta. La riforma Fornero introduce invece una procedura di convalida delle dimissioni che, per forza, riguarderà un atto o documento scritto. La convalida rende le dimissioni efficaci e la Legge non prevede specifiche sanzioni per il soggetto che non convalida le dimissioni ma il rischio è quello di rendere il licenziamento inefficace.

 

Quando cessa il rapporto di lavoro e quando va comunicata al Centro per l’Impiego la cessazione?

La cessazione va comunicata soltanto alla ricezione della convalida (il periodo che intercorre tra la semplice comunicazione del licenziamento e la relativa convalida è un periodo di sospensione dell’attività lavorativa e il lavoratore non ha diritto alla retribuzione, anzianità di servizio ed altri diritti connessi al rapporto). Il Ministero del lavoro, con la propria nota n. 18723 del 12 ottobre 2012 ha specificato che l’obbligo di comunicare la risoluzione del rapporto insorge dalla data di efficacia delle stesse (da questo momento decorrono i 5 giorni). Pertanto gli obblighi di comunicazione al centro per l’impiego nel caso di licenziamento prodotto ai…

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