Se il locale d’impresa è adiacente all’abitazione, serve l’autorizzazione del PM

di Francesco Buetto

Pubblicato il 29 marzo 2013

quando il Fisco deve effettuare un accesso presso un locale d'impresa che è contiguo e collegato all'abitazione del contribuente, allora serve l'autorizzazione della Procura prima di procedere all'accesso

Con la sentenza n.4140 del 20 febbraio 2013 la Corte di Cassazione ha ritenuto necessaria l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, nel caso di locali d’impresa adiacenti all’abitazione.

 

Il fatto

La rettifica trova fondamento in un p.v.c. della polizia tributaria, dove l’accesso nei locali dell’impresa non era stato autorizzato dal procuratore della Repubblica.

 

I motivi della decisione

La Corte, innanzitutto, constata che nel caso di specie “i locali adibiti ad abitazione e quelli adibiti a opificio erano distinti ma adiacenti, e che tra gli uni e gli altri vi erano porte di comunicazione. Tanto legittima l’inferenza circa l’uso promiscuo dei locali complessivamente considerati, posto che questa corte ha affermato che si ha, appunto, destinazione a uso promiscuo, agli effetti dell’art. 52 del d.p.r. n.633/1972, non soltanto nell’ipotesi in cui i medesimi ambienti siano contestualmente utilizzati per la vita familiare e per l’attività professionale, ma ogni qual volta l’agevole possibilità di comunicazione interna consenta il trasferimento dei documenti propri dell’attività commerciale nei locali abitativi (v. da ultimo Cass. n. 16570/2011)”.

La Corte conferma che “in simile eventualità è comunque necessaria l’autorizzazione all’accesso da parte del procuratore della Repubblica, ai sensi dell’art. 52, 1° co. 1 del d.p.r. n. 633/1972 (sebbene non essendo richiesta anche la presenza di gravi indizi di violazioni di norme del medesimo d.p.r. secondo quanto invece stabilito dal 2° co. della disposizione de qua allo specifico fine di reperire, in locali diversi da quelli destinati all’attività d’impresa, libri, registri, documenti e scritture). L’autorizzazione all’accesso da parte dell’ a.g., in quanto diretta a tutelare l’inviolabilità del domicilio privato, e quindi, indirettamente, lo spazio di libertà del contribuente, rileva alla stregua di condicio sine quo non per la legittimità dell’atto e delle rela