Dichiarazione integrativa: il termine dell’anno successivo vale solo per la compensazione orizzontale mentre le dichiarazioni sono ritrattabili entro il più ampio termine previsto dall'art. 43/602

Verrebbe da dire: “ora manca solo l’amministrazione finanziaria”.
Infatti, dopo le anticipate posizioni del Commercialista Telematico e le numerose sentenze degli ultimi mesi che hanno confermato gli orientamenti dello scrivente editoriale, ad adeguarsi a quelli che sono ormai i criteri assodati in giurisprudenza della “emendabilità delle dichiarazioni” è rimasta solo l’Agenzia delle Entrate.
L’ultima giurisprudenza che si segnala è quella della CTR Milano che, con sentenza del 17 maggio N. 81/42/12, ha affermato che le dichiarazioni sono di regola ritrattabili entro il termine di cui all’articolo 43 del DPR 602/73 e che il termine del comma 8 bis dell’articolo 2 del DPR 322/98 (entro la scadenza di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo), è finalizzato alla compensazione orizzontale dei crediti emergenti dalle dichiarazioni integrative.
La Sentenza di merito fa seguito alle recenti consolidate elaborazioni giurisprudenziali della Suprema Corte di Cassazione che hanno fissato il principio secondo il quale, il termine di presentazione della integrativa entro la scadenza della presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo vale solo per l’utilizzabilità dei maggiori crediti in compensazione orizzontale.
E’ confermato definitivamente l’orientamento espresso, con l’articolo del 16 giugno 2011 “ Dichiarazioni sempre ritrattabili”, pubblicato dallo scrivente editoriale informatico.
Ma le recenti sentenze, N. 5399 del 4 aprile 2012 e N. 7294 dell’11 maggio 2012, non si sono limitate a fissare il detto criterio, hanno fissato i principi guida della presentazione della dichiarazione integrativa, stabilendo quando la dichiarazione originariamente presentata possa validamente essere integrata da una successiva.
Le sentenze forniscono definitivamente i criteri di emendabilità e ritrattabilità delle dichiarazioni, completando il principio ormai consolidato ed espresso dalla stessa giurisprudenza secondo il quale: “ di regola, le dichiarazioni fiscali, in particolare quelle dei redditi, non sono atti negoziali o dispositivi, né costituiscono titolo dell’obbligazione tributaria, ma costituiscono mere esternazioni di scienza e di giudizio, sicché possono, in linea di principio, essere liberamente emendate e ritrattate dal contribuente, se, per effetto di errore di fatto o di diritto commesso nella relativa redazione, possa derivare l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico”.
Sulla base di tale criterio generale i supremi giudici hanno indicato due ulteriori criteri di rettifica delle dichiarazioni:

Il termine di cui al comma 8 Bis dell’articolo 2 del DPR 322/1998 è necessariamente circoscritto ai fini dell’utilizzabilità “in compensazione dei crediti ai sensi del Decreto Legislativo n. 241 del 1997, articolo 17”;

L’emendabilità e la ritrattabilità non si applica con riferimento alle indicazioni in dichiarazione che costituiscono vere e proprie autonome manifestazioni negoziali.

Integrativa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo – La Sent. 5399 del 4 aprile 2012 conferma quanto anticipato dal Commercialista Telematico nell’anno 2011
Come noto, il comma 8 Bis dell’articolo 2 del DPR 322/1998, prevede che le dichiarazioni dei redditi, IRAP, IVA e dei sostituti di imposta possono essere integrate dal contribuente per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore imponibile, di una maggiore imposta o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare entro il termine prescritto …

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