La vecchia adesione a rate necessitava di fideiussione

Con sentenza n. 8628 del 30 maggio 2012 la Corte di Cassazione ha confermato che, nel sistema previgente, prima delle modifiche ultime apportate (DL n. 98 del 2011 convertito, con modificazioni nella L. n. 111 del 2011), l’adesione a rate necessitava della fideiussione.

 

Il principio affermato

La Corte prende le mosse dal dettato normativo. L’art. 8, c. 1, del D.Lgs. n. 218 del 1997 dispone che “il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto”, ed il comma 2 consente il versamento rateale delle somme dovute e prevede, in tal caso, che l’importo della prima rata va versato entro il termine indicato nel 1° comma. Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi legali, calcolati dalla data di perfezionamento dell’atto di adesione, ed il contribuente è tenuto a prestare garanzia per il versamento di tali somme, ed a far pervenire, entro dieci giorni dal versamento, la quietanza dell’avvenuto pagamento della prima rata e la documentazione relativa alla prestazione della garanzia all’ufficio, che “rilascia al contribuente copia dell’atto di accertamento con adesione” (3° comma).

Il successivo art. 9 (nel testo, qui applicabile, antecedente il DL n. 98 del 2011 convertito, con modificazioni nella L. n. 111 del 2011), che reca la rubrica “perfezionamento della definizione”, dispone, a sua volta, che “la definizione si perfeziona con il versamento di cui all’art. 8, comma 1 ovvero con il versamento della prima rata e con la prestazione della garanzia previsti dall’art. 8, comma 2″.

Per la Corte, “in base al chiaro tenore letterale della norma, in tale seconda ipotesi l’esecuzione di entrambi i previsti adempimenti – pagamento della prima rata e prestazione della garanzia-rappresenta il presupposto fondamentale ed imprescindibile per l’efficacia della procedura, e non una mera modalità esecutiva (cfr. Cass. n. 26681 del 2009); a contrario, quando sia stata omessa la prestazione della garanzia prevista dalla legge, la procedura del concordato con adesione non può dirsi perfezionata, e permane, nella sua integrità, l’originaria pretesa tributaria. Così convenendo, la circostanza che il pagamento rateale, a garanzia del quale la garanzia deve esser prestata, venga realmente effettuato non è idonea a mutare i termini della questione, in quanto, in base al sistema normativo in esame, la conciliazione produce i suoi effetti nei riguardi del rapporto giuridico tributario solo con la sua perfezione, che, in caso di pagamento rateale, presuppone che i futuri versamenti siano assicurati (mediante la prestazione della garanzia) e non rimessi alla mera diligenza del debitore”.

 

Brevi note

Come peraltro richiamato nella sentenza in commento, con sentenza n. 26681 del 18.12.2008 la Corte di Cassazione aveva già espresso il principio secondo cui la “rubrica adempimenti successivi” contenuta nell’art. 8 del D.Lgs. n. 218/1997 “non attiene affatto, nel suo riferimento temporale, al perfezionamento della definizione della lite, ma soltanto alla redazione dell’atto, entro venti giorni, dal quale deve essere versato l’importo della prima rata mentre, per il pagamento delle rate successive, la legge dispone espressamente che sul loro importo sono dovuti gli interessi al saggio legale calcolati dalla diversa e successiva data di perfezionamento dell’atto di adesione e che solo per esse, il contribuente è tenuto a prestare la garanzia”. Prosegue la Corte, “coerente con tale premessa è la previsione secondo cui soltanto dopo la ricezione della quietanza dell’avvenuto pagamento e della documentazione relativa alla prestazione della garanzia, l’ufficio rilascia al contribuente copia dell’attività di accertamento con adesione. Del resto, secondo il chiaro ed univoco tenore letterale dell’art. 9 …, la definizione si perfeziona, con il versamento di tutte le somme dovute in caso di pagamento rateale – l’ipotesi che interessa a fattispecie in esame – con…

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