Le nuove regole per la rateizzazione dei debiti tributari

L’art. 1, cc. 1, 2 e 3, del D.L. n. 16 del 2 marzo 2012, convertito, con modificazioni, in L. n. 44 del 26 aprile 2012, in G.U. n. 85 del 28 aprile 2012, riscrivono le regole della rateazione del debito tributario, così da assicurare una maggiore flessibilità per il contribuente/debitore. Analizziamo le novità introdotte.

 

Avviso bonario rateizzabile 2 volte

L’art. 1, c. 1, del D.L. n. 16 del 02.03.2012, convertito, con modificazioni, in L. n. 44/2012, ha abrogato il comma 7, dell’articolo 3-bis, del D.Lgs.n.462/97, norma che negava, in caso di decadenza dalla rateazione per il pagamento di somme dovute a seguito di avviso bonario, la possibilità di accedere per il debito residuo cartellizzato, ad ulteriore rateazione.

In pratica, dal 02.03.2012, con la soppressione di tale norma, il contribuente decaduto dal beneficio derivante dalla rateazione di un avviso bonario, ricevuta la notifica della cartella di pagamento delle somme residue iscritte a ruolo, potrà richiedere all’agente della riscossione la dilazione prevista dall’art.19 del DPR 602 del 1973.

 

Rateizzazione

L’art. 1, c. 2, del D.L. n. 16 del 02.03.2012, convertito, con modificazioni, in L. n.44/2012, interviene sull’istituto della rateazione per momentanea difficoltà economica (art. 19 del DPR 602/1973) disponendo:

a) la possibilità di piani di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione (possibilità oggi ammessa solo in caso di richiesta di proroga, per peggioramento della situazione di temporanea difficoltà economica, di una rateazione già concessa);

b) l’esclusione dalla decadenza del beneficio per mancato pagamento della prima rata ovvero di due rate successive; la decadenza opera solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive;

c) divieto, in presenza di una richiesta di dilazione, di procedere ad iscrivere ipoteca. Infatti, ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca di cui all’art. 77 solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza. Sono fatte comunque salve le ipoteche già iscritte alla data di concessione della rateazione.

La norma, fa salvi i piani di rateazione a rata costante (per somme iscritte a ruolo) concessi prima dell’introduzione della disposizione; inoltre essa prevede che da una dilazione a rata costante si possa passare ad una a rata crescente, in caso di peggioramento della condizione economica del debitore.

 

I crediti di natura patrimoniale

Ai sensi del comma 4, dell’articolo 1, del D.L. n. 16 del 2 marzo 2012, al fine di una più equilibrata riscossione dei loro crediti di natura patrimoniale, gli enti pubblici dello Stato possono, su richiesta del debitore, che versi in situazioni di obiettiva difficoltà economica, ancorché intercorra contenzioso con lo stesso ovvero lo stesso già fruisca di una rateizzazione, riconoscere al debitore la ripartizione del pagamento delle somme dovute in rate costanti, ovvero in rate variabili. La disposizione del precedente periodo non trova applicazione in materia di crediti degli enti previdenziali, nei casi di ottemperanza ad obbligazioni derivanti da sanzioni comunitarie.

La disposizione configura, in particolare, la facoltà per gli enti in questione di accordare, su istanza dei debitori, forme di articolazione del rimborso dei debiti, a rate costanti o variabili, anche in presenza di contenzioso.

Secondo quanto indicato nella relazione tecnica al provvedimento, dal punto di vista degli effetti finanziari la norma appare neutrale, in quanto non comporta alcuna decurtazione dell’ammontare del debito, né la rinuncia all’applicazione degli interessi sulle singole rate, siano esse costanti o variabili, lasciando in ogni caso impregiudicata la possibilità per l’Ente creditore di ricorrere ad alternative forme coattive di riscossione.

 

Certificazione dei carichi pendenti

L’art. 38, c. 2, periodo 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti…

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